Bukelazo


César Castro Fagoaga

Il principale impiegato dei salvadoregni ha deciso di ergersi a massimo interprete della Costituzione. Nonostante la medesima Costituzione. Nayib Bukele, benché il 9 febbraio fosse il presidente di El Salvador, ha deciso di confidare nelle sue visioni -e in un Dio che apparentemente parla- per dare un colpo all’Assemblea Legislativa. E così, alla democrazia.

Il 9 febbraio 2020 sarà ricordato per le infami immagini che ci sono giunte dall’Assemblea Legislativa: militari con carabine e poliziotti antisommossa che entrano e circondano i seggi del Salone Azzurro. È stata l’introduzione di cui aveva bisogno Bukele per confermare che era stata occupata l’Assemblea: “È molto chiaro chi ha il controllo della situazione”, ha detto Bukele, seduto sul seggio che spetta al presidente del congresso.

Nella notte degli Oscar, il signor Bukele ha montato uno spettacolo patetico e irresponsabile, ma coerente con due dei suoi obiettivi: dimostrare che può manomettere la Costituzione per assoggettare un altro potere dello stato e, non meno importante, lanciare ufficialmente la campagna per le elezioni legislative di febbraio 2021.

Gli ultimi giorni sono stati caotici in un paese che gioca ad essere democratico ma che si sente più comodo con i sorveglianti di una tenuta agricola. Gli ingredienti di questo cocktail bananiero hanno dovuto essere necessariamente due: militari e minacce. E tutto per volontà divina, questa che dall’Antico Testamento fa sì che gli eserciti della fazione giusta vincano le guerre.

Il messaggio è terribile ed è poco probabile che Bukele non si renda conto di questo. Militarizzare l’Assemblea avrà delle conseguenze. L’uso arbitrario della Costituzione per ricattare avrà delle conseguenze. Dire apertamente e senza pudore di non aver voluto prendere con la forza l’Assemblea -nonostante abbia il pulsante- avrà delle conseguenze. Pregare a fianco di Gallegos non smette di essere una brutta barzelletta, un assurdo dentro un giorno assurdo, ma è una conseguenza logica in uno schema che cerca disperatamente di non perdere il sostegno popolare.

Fuori dal Salvador, la foto che rimarrà sarà quella dei militari che invadono i corridoi legislativi. Fuori sicuramente è conosciuta la facilità di corruzione dei nostri politici, ma è anche certo che in paesi meno fanatici è facile comprendere che si può condannare la corruzione ed essere rispettosi dello Stato di Diritto.

Può essere che Bukele si stia rendendo conto di aver commesso uno sbaglio. Prima della riunione di questa domenica, è stato lui, su Twitter, che si è incaricato di incitare al diritto all’insurrezione se i deputati non assistevano alla convocazione del Consiglio dei Ministri. Alcune ore dopo la fine della riunione, la Segreteria Stampa della Presidenza ha divulgato un comunicato che diceva che Bukele chiedeva calma di fronte alla richiesta di insurrezione. È difficile credere che i fanatici più duri non si rendano conto che il loro capo mente sfacciatamente, ma si sa anche che le lune di miele sogliono essere molto permissive.

A questo punto, e con la rilevazione delle intenzioni elettorali, è chiaro che il prestito di $109 milioni e la convocazione del Consiglio dei Ministri erano meri accessori. Un po’ di contesto va bene per ricordare come siamo giunti fino a qui.

Prima del 6 febbraio, El Salvador si era già posizionato come il paese più sicuro del mondo. Con una riduzione comprovata degli omicidi, il paese mostrava un aspetto simile alla Norvegia grazie al Piano di Controllo Territoriale. La strategia, disse allora Bukele, dipendeva ora dall’approvazione di un credito di $109 milioni per la terza fase del suo piano, un prestito che per legge deve essere ratificato dall’Assemblea Legislativa. Una singolarità, aver bisogno di questi milioni quando i tuoi cittadini già vivono nell’Eden.

Una eccezione importante: quello che l’Assemblea deve votare in questo momento è l’autorizzazione affinché l’Esecutivo negozi questo prestito con la Banca Centroamericana di Integrazione Economica. Come dire, il governo non otterrà questi $109 milioni in questo momento; otterrà la possibilità di negoziare per quelli.

Lo scorporo di questo prestito include $46 milioni per l’acquisto di elicotteri e di una nave e poco più di $25 per la videosorveglianza. Quest’ultimo dato sarebbe irrilevante se non fosse che ora finalmente si sa uno dei segreti meglio custoditi da questa opaca amministrazione: il viaggio in Messico del direttore dei Centri Penali, Osiris Luna, fu pagato da una contestata impresa messicana, la Seguritech. Il suo viaggio? Videosorveglianza, indubbiamente.

Dopo le minacce, il presidente dell’Assemblea non ha puntato i piedi e si è inginocchiato davanti al capo supremo. Il deputato Mario Ponce ha convocato la plenaria per questo 7 febbraio e, di fronte al fallimento delle presenze, di nuovo per il 10 febbraio. Gli ha anche giurato obbedienza -e questo che non è ministro della Difesa- con la promessa di approvare il prestito di cui l’Esecutivo ha bisogno.

È il meno. Questa domenica 9 febbraio l’intenzione, come i palchi, le persone portate alle manifestazioni e la stupidità hanno dimostrato, non è stata altro che realizzare un’enorme manifestazione in vista del 2021. Sì, le strategie comunicative hanno dimostrato essere le più efficaci; il fatto grossolano delle intenzioni elettorali non scompare con il tempo né con il gel.

Norvegia a parte, una cosa certa è che il Piano di Controllo Territoriale non è stato il vero responsabile della riduzione degli omicidi. Due dati da tenere in conto: le bande continuano a dirigere le comunità e le estorsioni, il principale sostentamento di questi gruppi, nel 2019 sono anche aumentate.

Si sa cha Bukele non ha finito i suoi studi universitari. È un male minore, se ricordiamo che il suo predecessore appena poteva parlare e quelli che hanno preceduto il Professore, anche lui senza studi, hanno dimostrato unicamente inclinazioni per i propri affari. Per disgrazia, è normale in questo paese. Anche legale. Questo svantaggio si risolve con i consulenti della Presidenza.

Non sappiamo se l’idea di invocare il 167 della Costituzione sia stata del segretario giuridico della Presidenza, un tipo il cui curriculum si potrebbe riassume nel suo passaggio come consigliere della Corte dei Conti e rappresentante legale del Comune di San Salvador. Bene, ha anche fatto parte della giunta direttiva dei festeggiamenti padronali della capitale.

La cosa certa è che questa decisione del Consiglio dei Ministri è stata contestata da organizzazioni con, diciamo, un po’ più di esperienza costituzionale. Che hanno detto ex magistrati della Sala Costituzionale, organizzazioni di diritto costituzionale o organismi internazionali che difendono lo Stato di Diritto? Che gli articoli 167 e 87 sono per situazioni eccezionali, gravi, che l’Assemblea Legislativa può essere convocata in modo straordinario unicamente se non sta tenendo sedute, che il diritto all’insurrezione è del popolo e non dei governanti. Ancor meno di chi sia presidente di fronte ad un altro potere dello stato.

L’ultima cosa è particolarmente decisiva in questa congiuntura. Bukele è riuscito a darsi la categoria di popolo di fronte alla sorpresa, all’ingenuità e all’apatia di una parte della cittadinanza disposta a cedere i propri diritti e la propria voce ad un politico bugiardo, egoista e con molta necessità di attenzione.

La colpa, in gran misura, è stata di politici estremamente corrotti, che hanno fatto marcire un sistema che è passato dall’essere governato da militari cavernicoli e autoritari a politici malversatori e cinici. L’Arena e il FMLN sono stati la catapulta di cui Bukele aveva bisogno per vendersi come il redentore di un paese colpito dai propri governanti.

Le negoziazioni di politici e candidati presidenziali dell’Arena e del FMLN con le bande, negoziazioni che hanno incluso migliaia di dollari in cambio di voti, hanno solo alimentato il falso dilemma delle ultime ore: se questi hanno negoziato con terroristi, sta bene che il governo metta fine all’Assemblea Legislativa.

Una cosa non elimina l’altra: I volgari che hanno negoziato con le bande devono affrontare la giustizia. Nessuno è al di sopra della Costituzione. Nemmeno Nayib Bukele.

Ma l’adagio popolare “il mio corrotto è meglio del tuo” si è impadronito di molti dei seguaci del governo. Molti che hanno deciso di dimenticare che in questa congiuntura ci sono molte cose che l’Esecutivo vorrebbe occultare:

-Che non solo l’Arena e il FMLN hanno negoziato con le bande, ma anche funzionari dell’attuale amministrazione.

-Che un giudice, in una sentenza giudiziaria, ha considerato che bisogna indagare questi funzionari (l’odierno ministro degli Interni è uno di loro).

-Che il direttore dei Centri Penali non rispetta la legge e ha anche mentito per assumere alle proprie dipendenze un falsificatore di titoli.

-Che un nauseabondo troll di reti sociali e anche, pagato con fondi pubblici, segretario per la stampa della Presidenza.

-Che la Presidenza sta coprendo un’irregolare elezione per il restante commisario dell’Istituto di Accesso all’Informazione Pubblica.

-Che la Presidenza ha cercato di bloccare tutte le informazioni dei cittadini che chiedono delle informazioni pubbliche.

-Che con le nuove idee si è rinnovato il nepotismo di una volta.

Il panorama è oscuro e la cosa minore in questa discussione è l’autorizzazione che darà o no l’Assemblea Legislativa. La riunione di fronte al centro di governo è il consolidamento della corsa agli obiettivi del 2021, e la concentrazione assoluta del potere. Non bisogna sottovalutare, in qualsiasi caso, la latente possibilità di dissoluzione dell’Assemblea e la rottura dell’ordine costituzionale.

La cecità è pericolosa. Quanto o più dell’apatia di coloro che, seduti, contemplano la nascita di un re.

Foto FACTUM/Salvador Meléndez

*César Castro Fagoaga è giornalista e capo della Redazione di Revista Factum.

9 febbraio 2020

FACTUM

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
César Castro Fagoaga, Bukelazo” pubblicato il 09/02/2020 in FACTUM, su [https://www.revistafactum.com/bukelazo/?fbclid=IwAR1A1teuTQ985N3Mx8x4QsQPx4dftghg1z7LP_KydQm7EHGPI6sDXr-rcsQ] ultimo accesso 13-02-2020.

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