Colombia: I 18 generali capi del paramilitarismo


Raúl Contreras

Dal 1962, quando i consiglieri delle Forze Speciali degli Stati Uniti gli insegnarono ad organizzare gruppi paramilitari per effettuare “azioni terroriste contro i comunisti”, i Generali colombiani comandano personalmente questi squadroni della guerra sporca.

Dagli anni 60 del secolo passato in tutti i Manuali dell’Esercito ci sono le istruzioni per formare e comandare gruppi paramilitari, per effettuare contro gli oppositori di sinistra attentati, per i quali lo stato non si assume la responsabilità.

Fino al 1989 i gruppi paramilitari furono dentro la legalità, in quell’anno l’élite dominante li mise fuori legge, ricevendo molteplici attacchi dagli squadroni formati dai grandi Cartelli della cocaina di Medellín, che erano stati per più di 15 anni i suoi alleati.

Nel 1985 nuove leggi crearono le Cooperative di Sicurezza Convivir, che si trasformarono nella facciata di una nuova generazione di gruppi paramilitari, la maggior parte di loro un’altra volta formati dai cartelli emergenti delle droghe, tra i quali il Clan Castaño Gil, che furono trasformati in un esercito paramilitare anticomunista chiamato AUC, che realizzò la componente della guerra sporca derivata dal Plan Colombia (1999-2009).

Nel 2005, con la Legge di Giustizia e Pace, questi paramilitari furono premiati mediante un’amnistia concessa da Álvaro Uribe.

In 6 decenni di paramilitarismo, gli alti ufficiali delle Forze Militari hanno comandato questo braccio del terrore di stato.

Generale Farouk Yanine Díaz

Comandante della Seconda Divisione; processato per aver promosso nei decenni degli 80 e 90 la creazione dei gruppi paramilitari del Magdalena Medio.

Generale Rito Alejo del Río

Comandante della XVII Brigata nella regione dell’Urabá tra il 1995 e il 1997; nel 2012 la giustizia lo condannò per i suoi legami con il paramilitarismo.

Generale Carlos Julio Gil Colorado

Processato per legami con i gruppi paramilitari e il massacro della Rochela nel 1986.

Generale di Brigata Rodrigo Quiñones

Comandante della Prima Brigata Navale; la Procura gli aprì un’inchiesta disciplinare insieme ad altri cinque ufficiali, per la sua complicità nel massacro paramilitare a Chengue-Sucre del 17 gennaio 2001 [1]. Human Rights Watch comprovò un’ampia tolleranza delle Forze Armate verso le atrocità dei paramilitari; così come i costanti legami tra le FF.AA. e i paramilitari [2].

Generale Rafael Samudio Molina

Generale di tre soli, Ministro della Difesa nel Governo di Virgilio Barco (1986-1990). Nel 1985 quando ci fu la riconquista del Palazzo di Giustizia, era il Capo dello Stato Maggiore Congiunto, fu accusato e indagato per la scomparsa di 11 persone [3].

Generale Iván Ramírez

Capo del Comando di Intelligence e Controspionaggio Militare (1985-1987); responsabile della promozione negli anni 80 di un gruppo paramilitare chiamato Triplice A. Nella dichiarazioni dei paramilitari è stato menzionato come collaboratore ed alleato, è anche implicato nelle scomparse e nelle torture della riconquista del Palazzo di Giustizia [4].

Generale Jesús Armando Arias Cabrales

Processato per la scomparsa di 11 persone durante la riconquista del Palazzo di Giustizia nel 1986; al momento dei fatti Arias era il Comandante della XIII Brigata dell’Esercito [5].

Generale Jaime Humberto Uscátegui

Accusato e giudicato per la sua responsabilità nel massacro paramilitare di Mapiripán; tra il 15 e il 20 luglio 1997, due aerei provenienti dall’Urabá con circa 120 paramilitari atterrarono nella base antidroga del Guaivare, da dove furono trasferiti per terra e in barche fino a Mapiripán.

Generale Francisco René Pedraza

Comandante della Terza Divisione dell’Esercito. Processato penalmente per la sua partecipazione al massacro paramilitare dell’Alto del Naya, Cauca (2001), dove uccisero 26 persone e 3.000 furono fatte sfollare [6].

Generale Alberto Fraccica Naranjo

Accusato per le scomparse e le torture nella riconquista del Palazzo di Giustizia nel 1985; fu anche condannato per il crimine di Carlos Horacio Urán Rojas, magistrato ausiliare del Consiglio di Stato morto in questa riconquista [7].

Generale Álvaro Velandia Hurtado

Nel 1994 la Procura Delegata per i Diritti Umani gli aprì un’indagine per la sua responsabilità nella scomparsa e successivo assassinio nel 1987 di Nidia Erika Bautista, guerrigliera del M-19 che fu arresta da unità del Battaglione Charry Solano della 20a Brigata di intelligence [8].

Generale Alfonso Manosalva

Comandante della IV Brigata dell’Esercito. È segnalato da vari capi paramilitari, Mancuso e “Pedro Bonito”, i quali lo accusano di avergli fornito una collaborazione per commettere il Massacro dell’Aro, Antioquia (1997) [9].

Generale Rafael Hernández López

Fu Comandante della Scuola di Artiglieria e Capo dello Stato Maggiore Congiunto. Accusato per l’omicidio del magistrato ausiliare del Consiglio di Stato, Carlos Horacio Urán Rojas, durante la riconquista del Palazzo di Giustizia [10]. È anche responsabile di aver sviato l’indagine per l’omicidio di Hernando Pizarro León Gómez (1995) [11].

Generale Luís Barbosa

Comandante della 18a Brigata. Coinvolto nel massacro di Santo Domingo, Arauca, effettuato dalla Forza Aerea il 13 dicembre 1998 e in quello della Cabuya nello stesso anno, ai confini tra Arauca e Casanare [12].

Generali Gustavo Matamoros Camacho, William Perdomo e Martín Orlando Carreño

Sono accusati di vari massacri in Arauca nel 2004, come quelli di Flor Amarillo, Sabanas de Rondón e San López, e per l’assassinio di tre dirigenti sociali a Caño Seco, Arauca, (Alirio Martínez, Jorge Prieto e Leonel Goyeneche) [13].

Generale Mario Montoya

Fu Comandante dell’Esercito, con una lunga storia di promozione del paramilitarismo e dei Falsi Positivi; è implicato, inoltre, nei crimini e nelle scomparse durante l’Operazione Orión nella Comuna 13 di Medellín (2002) [14].

Note:

[1] Santos renueva la cupula militar tras escandalos por corrupción. http://www.resumenlatinoamericano.org/2015/07/07/colombia-santos-renueva-la-cupula-militar-tras-escandalo-por-corrupcion-y-en-un-momento-critico-en-los-dialogos-de-paz/

[2] General Colombiano renuncia en medio de escandalo por corrupción. https://lta.reuters.com/articulo/portada-colombia-militares-idLTASIEA1G03F20140217

[3-9] El Espectador 28 Jun 2008. La hora de los Generales.

[4] General Ramírez rinde indagatoria por torturas. https://www.lafm.com.co/judicial/general-r-ivan-ramirez-quintero-rinde-indagatoria-por-tortura-de-victimas-del-palacio

[5] Un peso pesado del Ejército renuncia. https://www.abc.es/internacional/20140218/abci-colombia-corrupcion-ejercito-renuncia-201402172012.html

[6-10-11] Generales investigados por violaciones al DIH. https://www.semana.com/nacion/articulo/generales-su-laberinto/111331-3

[7] 3 Generales condenados por el asesinato del Magistrado Urán. https://www.eluniversal.com.co/colombia/fiscalia-prepara-tres-ordenes-de-captura-por-caso-palacio-de-justicia-205746-DTEU307664

[8] Comisión Interclesial de Justicia y Paz, 30-08-2017.

[12-13] De verdugos a acusados. https://www.colectivodeabogados.org/DE-MERCENARIOS-A-GENERALES-Y-DE

[14] Paramilitarismo y falsos positivos. https://prensarural.org/spip/spip.php?article8533

03-10-2019

Rebelión

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Raúl Contreras, Los 18 generales cabezas del paramilitarismo” pubblicato il 03/10/2019 in Rebelión, su [http://www.rebelion.org/noticia.php?id=261074] ultimo accesso 14-10-2019.

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