Brasile: Bolsonaro e i suoi seguaci torturano e assassinano per intimorire il popolo


Giovanna Costanti

La violenza politica pro-Bolsonaro cresce dopo il primo turno.

Una posizione contraria a Bolsonaro è già sufficiente a che uomini e donne siano vittime di violenza.

Una mappatura fatta dal ricercatore e giornalista, Haroldo Ceravolo, mostra più di 50 casi di violenza commessi dall’inizio di ottobre da difensori del candidato alla presidenza Jair Bolsonaro (PSL). Il numero aumenta ogni giorno.

Casi di violenza per motivazioni politiche già stavano succedendo dall’inizio dell’anno. Il 24 settembre, l’amministratrice del gruppo Donne Unite contro Bolsonaro è stata aggredita da due uomini armati.

La gravità dell’attuale situazione è uscita alla luce con la brutale morte del militante nero e maestro di capoeira, Moa del Katendê, assassinato con 12 coltellate a Salvador, nella mattinata di lunedì 8, dopo una discussione sui risultati delle elezioni. Katendê aveva dichiarato il voto per il PT. L’autore del crimine Paulo Sérgio Ferreira de Santana, elettore di Bolsonaro, ha confessato la motivazione politica dell’azione.

La mappatura fatta da Ceravoldo mostra altri casi in tutto il paese. Sono aggressioni fisiche e morali, commesse da votanti dichiarati del capitano della riserva, contro donne, LGBT e militanti. Il numero è allarmante: più di 50 fino al momento.

Di fronte alla crescete violenza, anche Open Knowledge Brasil ha lanciato uno strumento per monitorare i crimini e gli attacchi motivati da intolleranza durante il processo elettorale, in uno sforzo collettivo di riunire i casi già noti di vittime di aggressione motivate da intolleranza politica.

La piattaforma #VíctimasDaIntolerancia riunisce casi di aggressioni fisiche subite durante il periodo elettorale e chiede la collaborazione della società nella denuncia di fatti nuovi. Non si sollecita nessun dato personale, solo collegamenti con fonti di fiducia. Si accettano anche denuncie di post nelle reti sociali, che vengono tenute in una base dati separata per un successivo controllo sulla veridicità.

CartaCapital ha riunito alcuni casi che mettono in allarme su un preoccupante scenario di violenza, che si è aggravato dall’inizio della campagna elettorale del secondo turno.

Porto Alegre

L’ultimo caso ad uscire alla superficie su grande scala è avvenuto nella capitale gaúcha, nella notte di lunedì 8. Una donna di 19 anni, che indossava una maglietta con le parole #No e con una bandiera LGBT conficcata nel suo zaino, è stata abbordata da tre uomini in via Baronesa del Gravataí, nella Città di Baja.

Il gruppo ha discusso i motivi per cui usava la maglietta, che faceva allusione al movimento delle donne contrarie a Bolsonaro. Lei è stata umiliata verbalmente e aggredita a colpi. Due degli uomini l’hanno tenuta, mentre il terzo, con un coltello, ha disegnato nella sua schiena una svastica, simbolo del nazismo.

Un Bollettino del Fatto è stato registrato nella notte di martedì 9 e la vittima ha fatto un esame per lesioni corporali. Il caso è uscito alla luce nelle reti sociali nel pomeriggio di ieri (10).

Río de Janeiro

Una donna trans è stata attaccata con una sbarra di ferro dai seguaci di Bolsonaro a Río de Janeiro. Julioanna Barbosa, di 41 anni, è stata vittima di colpi in testa e sul collo, oltre a calci e colpi sul corpo.

Lei stava salendo la passerella che attraversa Via Dutra, nel Centro di Nueva Iguazú, nella mattina di sabato, quando degli ambulanti hanno cominciato a gridare che “Bolsonaro vincerà per mettere fine ai cervi (omosessuali), quella gente spazzatura deve morire”. Quando Julyana ha deciso di rispondere, chiedendo rispetto, uno degli uomini ha cominciato con le aggressioni e hanno partecipato anche altri quattro uomini.

Lei è stata soccorsa da alcune persone che passavano sul luogo e ha avuto dieci punti in testa. Ha fatto ricorso al Coordinamento per le Politiche per la Diversità Sessuale di Mesquita, diretta dalla trans Paulinha Única, ed è stata consigliata a redigere un Bollettino del Fatto.

Recife

Una giornalista della pagina internet NE10 è stata aggredita e minacciata di violenza domenica 7, a Recife (PE), quando stava lasciando il luogo dove aveva finito di votare. È stata abbordata da due uomini che le hanno tenuto il braccio. Uno di loro aveva una maglietta nera con la foto del presidenziale e le parole “Bolsonaro Presidente”.

“Vedendo le sue credenziali di giornalista, hanno affermato che era” di sinistra e che “quando il comandate vincerà, tutta la stampa morirà”. Uno di loro ha detto: “andiamo a violentarla. L’altro ha affermato che era meglio tagliarmi tutta”, ha raccontato la giornalista.

Con un pezzo di ferro, gli uomini hanno attaccato la giornalista al mento e sul braccio. I criminali sono fuggiti quando un’auto che passava ha cominciato a strombazzare. La giornalista ha registrato un Bollettino del Fatto nel commissariato di Espinheiro.

Teresina

Un giovane architetto è stato colpito a Teresina (PI) poiché stava indossando una maglietta rossa e aveva risposto alle aggressioni verbali.

Altri casi urgenti

Il caso di Aloisio Sampaio (conosciuto come Alenquer), della dirigenza del MST di Castelo de Sueños, distretto di Altamira (PA), è stato ucciso in casa sua questo pomeriggio a colpi di pistola.

Oggi abbiamo perso anche Beatriz Heredia, antropologa, ricercatrice della classe contadina e dei movimenti sociali, accolta giustamente nel decennio del 1970 nel Programma di Master in Antropologia Sociale del Museo Nazionale, dove era andata a rifugiarsi dalle persecuzioni della dittatura militare argentina.

Il candidato alla presidenza favorito nei sondaggi promette di mettere fine a tutto questo: ai movimenti sociali, ai diritti dei contadini, alle protezioni ambientali, all’università pubblica. A qualsiasi possibilità di futuro e alle memorie di coloro che hanno lottato, come Aloisio e Beatriz.

11 ottobre 2018

Resumen Latinoamericano

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Giovanna CostantiBrasil: Bolsonaro y sus secuaces torturan y asesinan para amedrentar al pueblo” pubblicato il 11/10/2018 in Resumen Latinoamericano, su [http://www.resumenlatinoamericano.org/2018/10/11/brasil-bolsonaro-y-sus-secuaces-torturan-y-asesinan-para-amedrentar-al-pueblo/] ultimo accesso 13-10-2018.

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