Haiti: 3 morti nelle proteste contro i prezzi dei combustibili


Venerdì 6 luglio 2018, manifestanti protestano contro l’aumento dei prezzi della benzina a Port-au-Prince, Haiti,

Tre persone sono state assassinate venerdì durante le manifestazioni contro la decisione del governo di Haiti di aumentare i prezzi dei combustibili.

Dei giornalisti hanno visto i cadaveri di due manifestanti che sono stati colpiti nella zona di Delmas, a Port-au-Prince, durante scontri con la polizia. Non era chiaro chi abbia sparato contro l’uomo.

Il terzo decesso è stato quello di una guardia di sicurezza di un ex candidato politico che è stato bloccato in una barricata. La guardia è uscita dal suo veicolo e ha sparato sembrerebbe in aria per cercare di disperdere la folla. Un giornalista dell’Associated Press ha visto la folla catturare l’uomo mentre fuggiva dai proiettili, colpirlo e dare fuoco al suo corpo mentre il veicolo se ne andava.

I manifestanti avevano incendiato dei pneumatici ed eretto delle barricate per bloccare le principali strade di Port-au-Prince e della città del nord di Cabo Haitiano.

Un rapporto urgente del nostro corrispondente Boisrolin:

Compagni/e: vi racconto con una stringente sintesi che la situazione ad Haiti continua ad essere in ebollizione e che la crisi si è aggravata in modo molto grave. Da giorni si vive in stato insurrezionale in quasi tutte le regioni del paese. Le strade sono bloccate, ci sono incendi, barricate e violenti scontri in differenti luoghi. Questa situazione è il risultato di un accumulo di conflitti, di insoddisfazioni e scontri di ogni tipo che da anni si stanno sviluppando, di fronte alle politiche antipopolari e di saccheggio che porta avanti il governo marionetta dell’attuale presidente illegittimo, Jovenel Moïse.

L’ultimo detonatore è stato l’annuncio del Governo di un brutale aumento del prezzo dei combustibili. (È necessario chiarire che i principali combustibili utilizzati dal popolo per cucinare, sono il carbone e il cherosene, perché non esiste la fornitura del gas, salvo che per le classi abbienti e l’élite dominante). Questo aumento era stato precedentemente annunciato, e le organizzazioni popolari avevano avvertito che se lo avessero realizzato, sarebbe scoppiata un’insurrezione popolare. È quello che sta succedendo ora.

L’attuale stato insurrezionale ha oltrepassato le possibilità di contenimento da parte delle forze repressive. La grandezza dell’esplosione è monumentale, nemmeno alla caduta della dittatura di Duvalier si era registrata una sollevazione di queste caratteristiche.

La Polizia Nazionale è acquartierata e lo ha informato attraverso un comunicato. Questa decisione “strana” indica che il presidente Jovenel non ha il controllo sulla principale forza di repressione. Nelle strade non c’è nemmeno la presenza della Polizia della MINUJUSTH (ONU). Finora il Governo non ha emesso una dichiarazione ufficiale.

L’elemento fondamentale da comprendere è che lo stato di sollevazione delle masse trascende completamente il fatto dell’aumento dei combustibili. Questa è stata “l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso”, come siamo soliti dire. La stanchezza e la protesta popolare espressa nelle barricate e nelle strade esige la rinuncia del Presidente, chiede la caduta del Governo.

Centinaia di migliaia di manifestanti girano per le strade, erigendo barricate, incendiando stazioni di servizio, concessionarie di auto, locali, abitazioni, ecc. e si sta facendo un appello ad occupare il centro della capitale, dove si trova il Palazzo del Governo.

Non ci sono mezzi di trasporto, tutti i mercati sono chiusi, i mezzi di comunicazione (radio, canali tv, ecc.) non stanno emettendo informazioni perché i giornalisti non riescono a spostarsi dai loro centri di produzione, anche se in alcuni casi l’omissione di informazioni è intenzionale. Nonostante ciò, i comunicatori dei media popolari stanno cercando di ricomporre in qualche modo la catena dell’informazione.

È importante rilevare che per il momento, nessuna forza politica sta dirigendo le azioni, ma stanno andando avanti in modo scoordinato. Le organizzazioni stanno cercando di organizzarsi per dotare questa sollevazione di una direzione politica più chiara ed evitare che la situazione termini in una violenza generalizzata senza controllo.

6 luglio 2018

Dieu Nalio Chery AP Foto

Resumen Latinoamericano

Video: http://www.resumenlatinoamericano.org/wp-content/uploads/2018/07/WhatsApp-Video-2018-07-07-at-10.57.25.mp4?_=1

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Haití: 3 muertos en protestas contra precios de combustibles” pubblicato il 06-07-2018 in Resumen Latinoamericano, su [http://www.resumenlatinoamericano.org/2018/07/07/haiti-3-muertos-en-protestas-contra-precios-de-combustibles/] ultimo accesso 07-07-2018.

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