Amnesty International denuncia la persecuzione dei difensori


L’organizzazione internazionale ha riconosciuto l’uso del linguaggio con l’intenzione di stigmatizzare e una normativa che potrebbe portare ad effettuare sgomberi con la forza.

Il Rapporto Una ricetta per criminalizzare elaborato da Amnesty International rende conto della situazione di persecuzione in cui si trovano i dirigenti difensori dell’ambiente, dei diritti umani e del territorio.

Secondo il documento, l’organizzazione internazionale è riuscita ad identificare “una ricetta per criminalizzare” i difensori. Per esempio, Amnesty International ha riconosciuto l’uso del linguaggio con l’intenzione di stigmatizzare e una normativa che potrebbe portare ad effettuare sgomberi con la forza.

Allo stesso tempo, è riuscita a stabilire come un’altra “ricetta”, l’apertura di inchieste giudiziarie contro i difensori per il lavoro che svolgevano.

Caso Máxima Acuña

Máxima Acuña, vincitrice del Premio Goldman, uno dei più prestigiosi in materia ambientale, nell’agosto del 2011 fu denunciata per il delitto di usurpazione. Lo stesso avvenne a suo marito Jaime Chaupe Lozano, a sua figlia maggiore Isidora Chaupe Acuña e a suo genero Elías Rodríguez Chaupe.

Secondo l’accusa della Procura, Máxima Acuña e la sua famiglia avrebbero “con violenza” spogliato del possesso del terreno, conosciuto come Tragadero Grande nella regione della Cajamarca, l’impresa Minera Yanacocha.

Nonostante ciò, quando Amnesty International ha avuto accesso all’inchiesta giudiziaria ha scoperto che la Procura non ha presentato nessuna prova che sostenga l’accusa del fatto che siano entrati nel terreno in questione mediante l’uso della violenza o di minacce.

In questo caso, l’organizzazione sostiene che “questo processo ha comportato una forma di persecuzione e intimidazione contro la difensora, mediante il quale è stato usato in modo indebito il sistema giudiziario per ostacolare e silenziare il loro lavoro in difesa dei diritti umani”.

Caso César Estrada

César Estrada, comunicatore sociale indigeno, partecipante a ronde contadine e difensore dei diritti umani, nel 2013 è stato accusato dalla Procura per i delitti di sequestro e furto aggravato.

Nonostante ciò, l’11 luglio 2017, tre anni e mezzo dopo l’inizio del processo, durante il dibattito orale e pubblico, il tribunale ha informato sulla possibilità che certi fatti fossero tipizzati come delitto di estorsione e non come sequestro e furto aggravato, come era stato proposto inizialmente.

Nonostante che la Procura abbia segnalato gli accusati come i responsabili del delitto di estorsione, “ma non ha legato questa conclusione alle prove né ha fornito elementi probatori che potesse essere stato commesso tale delitto” e non ha potuto dimostrare che Estrada abbia commesso un delitto.

Nonostante questo, il 25 luglio 2017, il Tribunale Collegiale Sovraprovinciale della Cajamarca ha condannato il comunicatore sociale e un altro dei partecipanti alle ronde ad una pena effettiva di 10 anni di prigione per il delitto di estorsione e al pagamento di 8 mila soles a titolo di riparazione.

“Questo processo penale è stato un modo per perseguitare e intimidire César Estrada per il suo lavoro in difesa dei diritti umani e anche per inviare un messaggio agli altri membri della comunità affinché non continuino con questo lavoro”, sostiene Amnesty International.

Accusati senza prove

L’organizzazione internazionale raccoglie anche il caso di 16 dirigenti comunitari che sono stati accusati dei delitti di sequestro aggravato, e in forma accessoria, del delitto di coazione. Loro rivendicano i diritti all’ambiente nel contesto del progetto minerario Conga, nel dipartimento della Cajamarca.

Tra gli accusati si trovano i difensori dell’ambiente Milton Sánchez Cubas e Ramón Abanto Bernal, presidente e sottosegretario generale della Piattaforma Istituzionale di Celendín (PIC) che fu fondato nel 2009 per la difesa dell’acqua e l’ambiente.

3 maggio 2018

Servindi

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Amnistía Internacional denuncia hostigamiento a defensores” pubblicato il 03-05-2018 in Servindi su [https://www.servindi.org/actualidad-noticias/02/05/2018/amnistia-internacional-denuncia-hostigamiento-defensores-ambientales] ultimo accesso 07-05-2018.

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