García Linera: Il destino latinoamericano si gioca in Venezuela


Il vicepresidente della Bolivia, Álvaro García Linera, ha affermato che oggi, di fronte alle minacce di un intervento militare statunitense per rovesciare il processo progressista del governo di Nicolás Maduro, il destino dell’America Latina si gioca in Venezuela.

In una dichiarazione esclusiva concessa a Prensa Latina, il vicepresidente ha sottolineato che “noi latinoamericani sappiamo che lì ci giochiamo il nostro destino. Che aggredire il Venezuela è una aggressione al resto dell’America Latina, che se il Venezuela fosse colpito, il resto del continente sarà colpito”.

Di fronte agli avvertimenti dei paesi dell’ALBA-TCP riunitisi recentemente a Caracas sull’enorme rischio per la pace mondiale che comporterebbe un intervento militare in quel paese sudamericano, García Linera ha precisato che oggi “non solo noi governi che resistiamo, ma il destino di questa generazione di latinoamericani dipende da ciò che sta succedendo in Venezuela”.

Ciò che succede lì, ha detto, “avverrà immediatamente nel resto dei paesi del continente e non si saprà come impedire che questa bestiale prepotenza dell’abuso imperiale si dispieghi su tutto il continente”.

Allo stesso tempo, ha avvisato che non si tratta solo di un tema di solidarietà con il Venezuela -che bisogna dare-, ma di sopravvivenza di tutto quello che c’è in Argentina, in Brasile, in Uruguay, in Paraguay, in Cile, come gente che pensa all’umanità, all’uguaglianza e alla giustizia.

“Il mio pensiero di giustizia per i seguenti 50 anni si sta giocando lì in Venezuela, allora dobbiamo farci carico di questa unità per difenderlo, perché stiamo difendendo noi stessi come paesi”, ha affermato.

Ha sottolineato che tra gli anni 2000 e 2015 il continente latinoamericano e caraibico ebbe una bella primavera, della quale ha messo in evidenza che “noi latinoamericani mai prima ci eravamo riuniti senza un padrone, senza un tutore che ci dicesse ciò che dobbiamo fare, senza Stati Uniti”.

Ci fu una correlazione di forze continentale, che organizzò come mai prima governi progressisti e rivoluzionari in una dimensione non vista prima nel continente, ha dichiarato.

Nonostante ciò, ha ricordato, ci sono state involuzioni in paesi come Brasile e Argentina, ma, a suo giudizio, si tratta di un tentativo “di voler chiudere questa prima ondata, di una serie di ondate che dovranno venire; più che un ciclo è un’ondata”, ha sentenziato.

“Un ciclo è come se tutto fosse finito, un’ondata è un temporaneo arretramento per un successivo nuovo progresso, ha specificato. Ma chiaramente -ha evidenziato-, e lo sa l’impero, affinché non si torni a ripetere un’ondata, la chiave è Cuba e il Venezuela.

E questo è il comportamento aggressivo verso Cuba e ora inizialmente verso il Venezuela, è terribile, ha dichiarato.

“Uno non può intendere il grande ciclo dell’America Latina senza la presenza di Cuba che resiste eroicamente, sola nel continente, ma resistendo, mantenendo accesa la fiaccola fino a quando c’è stato un altro paese che ha afferrato la fiaccola, dopo è stato il Venezuela, il Brasile, l’Ecuador, la Bolivia, l’Uruguay, il Salvador, il Nicaragua”, ha affermato.

Fonte: Prensa Latina

6 marzo 2018

Resumen Latinoamericano

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
García Linera: el destino latinoamericano se juega en Venezuela” pubblicato il 06/03/2018 in Resumen Latinoamericanosu [http://www.resumenlatinoamericano.org/2018/03/06/garcia-linera-el-destino-latinoamericano-se-juega-en-venezuela/] ultimo accesso 13-03-2018.

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