Moira Millán: “Mi hanno detto che il prossimo cadavere sarà il mio”


La inan lonko della comunità mapuche Pillán Mahuiza, Moira Millán, ha raccontato di ricevere reiterate minacce di morte, e le hanno perfino lasciato sulla porta di casa “una volpe morta con evidenti segni di tortura”. “Mi hanno detto che il prossimo cadavere sarà il mio”.

Le minacce sono cominciate quando, durante una entrata della polizia nella comunità mapuche Vuelta del Río, per requisire l’incendio della casa di uno dei suoi abitanti*, a Moira le toccò palpeggiare gli agenti, con i quali avevano concordato che entrassero senza armi. “Questo ha causato scontento. Forse si sono sentiti umiliati, essendo io una donna indigena”, ha dichiarato, e ha spiegato che il giorno dopo sono cominciate le minacce.

Moira ha raccontato che visse una situazione simile nel 2009, ma non si sentiva “così senza protezione” come oggi. “Quello poteva stare succedendo nella provincia, ma avevo alcune organizzazioni, alcune istituzioni di cui potevo ancora avere fiducia per chiedere un intervento”, ha precisato, e ha ricordato che in quel momento fu disposto “un dispositivo di protezione che funzionò” attraverso il Ministero della Giustizia della Nazione.

“Oggi mi sento per la prima volta di fronte ad una latente possibilità di morire. Oggi non ho qualcuno a cui chiedere aiuto. Io non posso chiedere allo stato criminale, che sta cercando di eliminarmi, di proteggermi”, ha affermato, e ha aggiunto che sarebbe “una totale assurdità” ricorrere al ministero che dirige Germán Garavano: “Mi sembra totalmente contraddittorio chiedere al lupo di prendersi cura delle pecore”.

La portavoce mapuche ha anche detto che a Chubut “è più grave rubare una pecora per mangiare, che far scomparire con la forza una persona”. “Ogni volta che c’è una denuncia di abigeato, è impressionante il dispiegamento militare che realizzano nella comunità. La militarizzazione si giustifica per quello”, ha evidenziato.

16-10-2017

Radio Caput

* Mentre i mapuche di Vuelta del Río manifestavano a Esquel sono state incendiate dalle forze di sicurezza alcune loro abitazioni.

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Moira Millán: Me dijeron que el próximo cadáver va a ser el mío” pubblicato in Radio Caputsu [http://radiocaput.com/?p=4297] ultimo accesso 17-10-2017

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