La furia di Buenaventura


Nel quarto giorno di sciopero civico che ha paralizzato il porto più importante della Colombia e dove si muove la metà delle esportazioni del paese sono diventate chiare due cose: che i bonaverensi sono disposti a non cedere nelle loro richieste e che la protesta, in essenza pacifica, potrebbe trasformarsi in una bomba sociale.

Così come si è dimostrato nella notte di venerdì 19 maggio quando lo sciopero civico si è trasformato in una battaglia campale tra manifestanti e membri dello Squadrone Mobile Antisommossa (ESMAD), che ha lasciato un saldo di decine di feriti, vari negozi di gruppi commerciali saccheggiati, sedi bancarie assaltate, bancomat vandalizzati, gli arredi urbani pubblici distrutti e perfino la casa del figlio del sindaco attaccata.

I promotori dello sciopero sono stati chiari nel rifiutare qualsiasi atto di violenza, ma denunciano anche che i vandalismi sono stati una reazione “all’attacco e alle provocazioni dell’ESMAD”. Loro affermano che la forza pubblica ha voluto disperderli con i gas lacrimogeni e la gente ha reagito con furia perché, tra le altre cose, nel punto di riunione c’erano bambini.

La realtà è che gli animi si erano già riscaldati perché un paio di ore prima era stato chiuso il tavolo di dialogo al quale i promotori dello sciopero e il Governo cercavano di giungere ad un accordo. Come se fosse poco, alcuni giorni prima il ministro dell’Ambiente, Gilberto Murillo, aveva fatto sapere ai manifestanti che sulle loro richieste di dichiarare l’Emergenza Sociale, “troviamo delle serie obiezioni sulla fattibilità giuridica e costituzionale …”.

Lo stesso sindaco Eliécer Arboleda ha attizzato l’ira dei manifestanti quando in una dichiarazione pubblica ha concluso che lo sciopero non sarebbe durato molto perché chi lo guida “è gente che si arrangia”.

In conclusione, la protesta dura da quattro giorni in mezzo all’indignazione generale e ad una città paralizzata, con perdite superiori ai 30.000 milioni di pesos. È così evidente la crisi economica, che da parte di vari settori corporativi del Valle trattano affinché le parti continuino a dialogare.

Nonostante ciò, quello che non era nei racconti dei manifestanti e molto meno delle autorità, è che la protesta si trasformasse in una pentola a pressione dove si cucina la presenza e l’influenza di gruppi armati illegali che in questo porto continuano a stare in agguato.

In vari video si ascolta la gente gridare per gli spari e in alcune fotografie si osservano degli uomini in uniforme che puntano le loro armi in posizione di sparare e in altre ci sono evidenti segni dello scontro per i proiettili che hanno colpito auto e case.

Ma tra questo materiale che riflette la dimensione del caos che c’è stato per varie ore a Buenaventura, questo sito ha avuto accesso a decine di audio che dimostrerebbero che durante questi tumulti c’è stato un attacco premeditato guidato da uomini con fucili e pistole, probabilmente appartenenti al paramilitarismo.

Gli audio provengono da diverse fonti. In alcuni è evidente che si tratta di civili intimoriti e che denunciano la presenza di “soggetti con fucili” e raccontano i loro spari.

In altri audio è chiaro che si tratta di conversazioni interne tra membri della forza pubblica, in questo caso la polizia, che oltre a chiedere aiuto alla Marina, raccontano come siano stati circondati, come gli abbiano teso un’imboscata e come siano stati attaccati dal mare. Molte delle testimonianze a caldo, riflettono l’angoscia che hanno patito per varie ore i bonaverensi.

Prima della mezzanotte il sindaco Arboleda ha decretato il coprifuoco e lo manterrà fino a quando sarà ristabilito l’ordine pubblico e la tranquillità cittadina. A sua volta, in un video ha fatto una breve dichiarazione spiegando che “non ho autorizzato l’ESMAD ad andare ad aggredire la comunità”.

Da parte sua, la governatrice del Valle, Dilian Francisca Toro, si è pronunciata attraverso Twitter: “Rifiuto le azioni vandaliche che nulla hanno a che vedere con il diritto di protesta. Faccio un appello al buon senso per poter tornare al dialogo”.

La cosa preoccupante è che mentre i promotori dello sciopero e il Governo si siedono a dialogare, uomini armati di fucili e pistole, continuano ad approfittare della furia dei bonaverensi per infiltrare la loro protesta sociale.

fonte: Semana.com

20 mayo 2017

Resumen Latinoamericano

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
“La furia de Buenaventura” pubblicato il 20-05-2017 in Resumen Latinoamericanosu [http://www.resumenlatinoamericano.org/2017/05/20/colombianos-denuncian-represion-por-paro-civico-en-buenaventura/] ultimo accesso 22-05-2017.

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