Si accendono gli animi per la scomparsa degli studenti di Ayotzinapa


Alaidé Martínez

Professori e “normalisti” hanno dato al governo 24 ore per la consegna dei giovani scomparsi; sostengono che continueranno con le proteste.

Chilpancingo, Guerrero. Le proteste per la repressione sugli studenti della Scuola Normale Rurale “Raúl Isidro Burgos” di Ayotzinapa si radicalizzano. La capitale dello stato del Guerrero oggi ha vissuto una intensa giornata di manifestazioni da parte di “normalisti” e di insegnanti riuniti nel Coordinamento Statale dei Lavoratori dell’Educazione del Guerrero (CETEG).

Le azioni si registrano a 17 giorni dalla scomparsa forzata dei 43 “normalisti” di Ayotzinapa e dall’esecuzione di sei civili da parte della polizia municipale di Iguala. I responsabili per la stampa della CETEG hanno annunciato una radicalizzazione delle proteste di solidarietà con la Scuola Normale Rurale di Ayotzinapa. I “normalisti” hanno informato di dare 24 ore al governo dello stato per presentare in vita i loro compagni.

La prima azione si è registrata alle ore 11.00, quando degli studenti della normale di Ayotzinapa hanno chiuso con un lucchetto gli accessi al palazzo del governo situato a sud della capitale. Lì hanno lanciato pietre e razzi senza che si registrassero incidenti, solo danni materiali. Verso le ore 15.00 è stata permessa l’uscita di donne, bambina e bambini, anziani e persone handicappate. Intorno alle ore 17.00, circa 500 poliziotti antisommossa sono arrivati vicino al palazzo del governo per cercare di disperdere la protesta, nonostante ciò, pochi minuti dopo dei “normalisti” hanno incendiato un furgone appartenente all’impresa “Bimbo”, che è stato spento dai pompieri. Successivamente è stata permessa l’uscita delle persone che si trovavano nell’edificio governativo e sono entrati i “normalisti”, che hanno distrutto alcuni uffici e incendiato dei piani degli edifici Costa Chica, Costa Grande, Centro e Nord. Alla fine, verso le ore 18.30, i pompieri hanno soffocato gli incendi registrati dentro il palazzo del governo e i “normalisti” sono saliti sugli autobus con i quali si spostavano.

La seconda azione è stata effettuata dai professori della CETEG, che a mezzogiorno in punto sono giunti alle installazioni del Congresso dello stato; hanno lanciato pietre e sono riusciti a rompere il lucchetto di uno degli accessi al recinto. Sul luogo si trovavano già circa 50 poliziotti antisommossa, che hanno impedito l’accesso degli insegnanti. Sul luogo si è registrato il primo scontro. Gli insegnanti hanno cercato di rompere la barriera dei poliziotti e hanno incendiato carta e un telone. A seguito di questo scontro ci sono state due persone ferite, un professore ed un poliziotto. Più tardi, si sono diretti verso le installazioni della Procura Generale della Repubblica, dove hanno manifestato in modo pacifico. Hanno continuato la loro protesta al casello dell’Autostrada del Sol all’altezza del paese di Palo Blanco. Intorno alle ore 19.00, si sono trasferiti nelle vicinanze del municipio Chilpacingo, dove alcuni sono riusciti ad entrare e incendiare gli uffici del registro civile.

13 ottobre 2014

Desinformémonos

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Alaidé Martinez, “Se incendian los ánimos por la desaparición de estudiantes de Ayotzinapa” pubblicato il 13-10-2014 in Desinformémonos, su [http://desinformemonos.org/2014/10/se-incendian-los-animos-por-la-desaparicion-de-estudiantes-de-ayotzinapa/] ultimo accesso 16-10-2014.

 

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