Augusto Nicolás Calderón Sandino


Eduardo Galeano

Si compiono 127 anni dalla nascita di Augusto Sandino (1895-1934), il “Generale di uomini liberi” del popolo nicaraguense. Galeano lo ricorda.

Articolo pubblicato in La Haine il 26/2/2015, che ora riproduciamo in omaggio al grande rivoluzionario nicaraguense.

Augusto Nicolás Calderón Sandino nasce il 18 maggio 1895 a Niquinohomo, dipartimento di Masaya. Da bambino, lavora con sua madre raccogliendo caffè nelle piantagioni del Pacifico nicaraguense.

Nell’ottobre del 1909 un’insurrezione appoggiata dagli Stati Uniti provoca la rinuncia del presidente José Santos Zelaya. Assume la carica José Madriz, ma nel febbraio del 1910 truppe nordamericane sbarcano a Corinto e provocano anche la sua rinuncia. Dopo molteplici manovre, prende il potere Adolfo Díaz, contabile di un’impresa mineraria nordamericana e incondizionato alleato di Washington. Gli Stati Uniti concedono un paio di prestiti al Nicaragua e prendono, in garanzia, il controllo delle dogane, della Ferrovia Nazionale, dei vapori del Gran Lago e dei fondi non utilizzati di un altro prestito.

Nel luglio del 1912 scoppia una sollevazione contro la marionetta Díaz. Truppe nordamericane sbarcano a Corinto. Benjamín Zeledón affronta gli invasori e muore in combattimento il 4 ottobre. A 17 anni Sandino rimane molto impressionato dall’immagine del patriota.

Nel 1916 lavora come aiutante di meccanica vicino alla frontiera con la Costa Rica. Viaggia in Honduras nel 1920 e in Guatemala nel 1923, dove lavora nelle piantagioni della United Fruit. Va in Messico e lavora per imprese petrolifere a Tampico e Cerro Azul.

Nell’agosto del 1925, gli Stati Uniti ritirano le loro truppe dal Nicaragua; l’occupazione è durata 13 anni. Rimangono, nonostante ciò, gli istruttori della Constabulary, antenata della Guardia Nazionale. A ottobre, golpe militare del generale Emiliano Chamorro. Washington si rifiuta di riconoscerlo.

Nel maggio del 1926 avviene una sollevazione liberale contro Chamorro. Truppe nordamericane sbarcano a Bluefields. Venendo a conoscenza dell’inizio della Guerra Costituzionalista, Sandino parte per il Nicaragua dove giunge il 1° giugno.

Il 26 ottobre 1926 si solleva in armi con alcuni lavoratori di Mineral de San Albino e aderisce alla causa costituzionalista. Il 2 novembre, nel suo primo scontro contro le truppe conservatrici a El Jícaro, subisce la sua prima sconfitta.

Il 24 dicembre, truppe nordamericane sbarcano a Puerto Cabezas. Il giorno seguente, Sandino si procura armi e munizioni con l’aiuto delle prostitute del porto. Il generale José María Moncada gli ordina di restituirle in un colloquio che ha a Prinzapolka; riesce a conservare le armi e inizia il ritorno a Las Segovias.

Nel gennaio del 1927, truppe nordamericane sbarcano a Corinto. A febbraio, Sandino si installa a El Yucapuca e inizia a San Juan de Segovia una campagna militare vittoriosa; partecipa ad un grande numero di combattimenti. Le truppe conservatrici sono totalmente sconfitte e Moncada cerca di disfarsi di lui inviandolo a Boaco.

Agli inizi di maggio 1927 mantiene uno scambio epistolare con Moncada sui termini dell’armistizio che questo ha raggiunto con Henry Stimson, delegato del presidente Calvin Coolidge in Nicaragua. Il 12 maggio 1927 con una circolare diretta alle autorità locali di tutti i dipartimenti annuncia la sua decisione di continuare la lotta fino al ritiro delle truppe d’occupazione nordamericane. Il 18 maggio si sposa con Blanca Aráuz.

Il 1° luglio 1927 emette dal suo accampamento a Mineral de San Albino il suo primo Manifesto Politico diretto al popolo del Nicaragua. Il 14 luglio risponde alla proposta di resa che gli aveva fatto Gilbert Hatfield, capitano dei marines. Il 16 luglio, dopo una battaglia di 15 ore, occupa per alcune ore El Ocotal. L’aviazione nordamericana bombarda e mitraglia il paese causando 300 morti tra la popolazione civile.

Combatte in varie città e si ritira verso il suo accampamento di El  Chipote; inizia la guerra di guerriglia. Il 2 settembre 1927 viene costituito l’Esercito Difensore della Sovranità Nazionale del Nicaragua. Il 14 novembre sottoscrive l’Accordo sui traditori della Patria.

A dicembre, i governi di Coolidge e Díaz concordano la trasformazione della Constabulary nella Guardia Nazionale.

Dopo vari giorni di “combattimento”, il 26 gennaio 1928 i marines raggiungono finalmente la cima di El Chipote e trovano solo fantocci di paglia.

Il 22 giugno 1928 il dirigente comunista salvadoregno Farabundo Martí aderisce alle file del sandinismo.

Il 6 novembre 1928, nelle elezioni organizzate e supervisionate dai marines, è eletto presidente il traditore Moncada.

Il 23 maggio 1929 esce dal Nicaragua verso il Messico cercando, infruttuosamente, il sostegno del presidente messicano Emilio Portes Gil. I suoi generali proseguono la lotta. Ritorna in Nicaragua il 16 maggio 1930.

Il 31 dicembre 1930 le truppe di Miguel Ángel Ortez fanno un’imboscata ad una pattuglia di marines ad Achuapa.

Il 15 febbraio 1931 sottoscrive il suo manifesto Luz y Verdad (Luce e Verità).

Nel novembre del 1932, Juan Bautista Sacasa è eletto presidente. Poco prima aveva sollecitato la permanenza dei marines, ma nonostante ciò, in questa occasione Washington si rifiuta.

Il 1° gennaio 1933 trionfa la causa sandinista essendosi ritirati dal territorio nicaraguense gli invasori nordamericani. Sacasa assume la presidenza e il “generale” Anastasio Somoza García il comando della Guardia Nazionale. Sandino viaggia a Managua a febbraio e firma un trattato di pace.

Il 20 maggio viaggia nuovamente a Managua per lamentarsi con Sacasa per i costanti attacchi della Guardia Nazionale contro la sua gente. Ritorna il 30 novembre per la medesima ragione senza ottenere risultati.

Il 21 febbraio 1934 scendendo dalla collina di Tiscapa, dopo una cena con Sacasa, per ordine di Somoza García è catturato e successivamente assassinato con i generali Francisco Estrada e Juan Pablo Umanzor. Poco prima, suo fratello Sócrates aveva subito la stessa sorte. Il colonnello Santos López, che successivamente avrebbe partecipato alla fondazione del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, riesce a scappare.

Il 23 agosto 1934, il Congresso decreta un’amnistia per tutti i crimini commessi dalla Guardia Nazionale.

Memoria del fuego

21/05/2022

La Haine

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Eduardo Galeano, Augusto Nicolás Calderón Sandino” pubblicato il 21-05-2022 in La Haine, su [https://www.lahaine.org/mundo.php/augusto-nicolas-calderon-sandino] ultimo accesso 23-05-2022.

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