Archivio per la categoria Colombia

Il confuso ritorno del generale Alzate

Germán Ayala Osorio

L’ermetismo con cui l’Esercito della Colombia ha trattato il ritorno del Generale Alzate e quello dei suoi accompagnatori, è una chiara dimostrazione della diffidenza verso una stampa bogotana che, nonostante sia assoggettata al regime, non gode della piena fiducia della cupola militare. Le ombre della liberazione di colui che è già conosciuto come “generale Papaya”.

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Liberati il Generale Alzate e i suoi accompagnatori

L’Avana, Cuba, sede dei dialoghi di pace, 30 novembre 2014

BOLETTINO STAMPA N° 7

Il generale Rubén Darío Alzate, il sottoufficiale José Rodríguez e l’avvocata Gloria Urrego, sono stati liberati dal Blocco Iván Ríos delle FARC nel villaggio di Vegaez, sulle sponde del fiume Arquía, a nord di Quibdó.

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“Dal nostro movimento, una pedagogia della pace”

Geraldina Colotti

Colombia. Parla Juan Fernandez, membro della commissione internazionale del Congreso de los pueblos

La Colom­bia si è abi­tuata alla guerra, ci vuole il tempo per dif­fon­dere una peda­go­gia della pace». Così dice al mani­fe­sto Juan Fer­nan­dez, mem­bro della Com­mis­sione inter­na­zio­nale del Con­greso de los pue­blos, uno dei due più impor­tanti movi­menti popo­lari, insieme a Mar­cia Patriottica. Prosegui la lettura »

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L’attore che reclama il proprio ruolo: le Forze Armate

Germán Ayala Osorio

I dialoghi tra il Governo della Colombia e la guerriglia delle FARC sono stati sospesi. La cattura di un generale dell’Esercito da parte della guerriglia è sfociata in questa sospensione, nonostante che sia stato lo stato ad imporre il negoziato in mezzo al conflitto. Dietro a tutto questo appare la figura di un attore che si rifiuta di perdere privilegi: le Forze Armate.

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Colombia: FARC confermano cattura generale Alzate

In Colombia le Farc hanno confermato di avere catturato il generale dell’esercito di Bogotà, Rubén Alzate, assieme ad altri due militari,  chiedendo però al governo del presidente Santos di riprendere i negoziati di pace in corso a L’Avana, dando nel contempo vita a un reale cessate il fuoco bilaterale sul terreno, opzione fino a ora negata dallo Stato colombiano, che ha sempre voluto tenere separati il piano delle trattative internazionali dalla possibilità di tenersi le “mani libere” in Colombia.

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Piedad Córdoba: “Se non si elimina il paramilitarismo, non ci sarà accordo di pace”

Gerardo Szalkowicz

Piedad Córdoba è, a questo punto, un simbolo della ricerca dei percorsi di pace in Colombia. Avvocata, attivista dei diritti umani, ex senatrice destituita e inabilitata nel 2010 dopo una torbida manovra dell’ultradestra colombiana, si è trasformata in un pezzo chiave per tendere ponti tra le guerriglie e il Governo. Prosegui la lettura »

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La pazzia di voler costruire 17 dighe nell’Alto Magdalena

Juan Gonzalo Betancur

In vari municipi del dipartimento del Huila sta incominciando a formarsi un movimento civico di opposizione ad un mega progetto che trasformerebbe radicalmente il rio Magdalena. Questo progetto ha già l’avallo del governo della Colombia ed è stato formulato da Hydrochina, impresa statale di questo paese.

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Colombia: Nella Guajira minacce di morte contro membri del Sinaltrainal

Per le strade del Municipio di Albania, nella Guajira, nella notte del 29 agosto scorso, è circolato un volantino di un gruppo terrorista non identificato, dove sono minacciati di morte vari dirigenti sindacali e popolari della regione, tra loro, i dirigenti sindacali del SINALTRAINAL Sezione di Albania: Deivis Vanegas, Luis Guzmán, Elberto Padilla e Yeiner Morales.

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Colombia: I problemi della Guajira

Horacio Duque Giraldo   

Migliaia di bambini soccombono per la denutrizione, e la siccità colpisce l’intera popolazione mentre le multinazionali saccheggiano le ricchezze naturali.

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Colombia: Il direttore di Anncol è stato dichiarato innocente

Joaquín Pérez Becerra recupererà la propria libertà dopo che il Supremo Tribunale di Bogotà ha annullato la sua condanna ad otto anni.

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“Habemus Presidente”: un mandato per la pace con ingiustizia sociale

José Antonio Gutiérrez D.

Santos è stato eletto nuovamente presidente della Colombia, con il 51% dei voti divulgati, in mezzo ad una perenne crisi di legittimità –l’astensione è stata nuovamente la vincitrice, giungendo al 52%, con in più il 4% di schede bianche. Più della metà dell’elettorato non è andato alle urne nonostante l’isterico terrorismo mediatico, che da una parte e dall’altra descriveva panorami apocalittici dopo il 15 giugno, o i sondaggi truccati. Prosegui la lettura »

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Colombia: Attentato contro il Vicepresidente del Sinaltrainal

Nella notte del 16 giugno 2014, nella città di Medellín, il compagno José Onofre Esquivel Luna, Vicepresidente del Sinaltrainal – Sezione di Bugalagrande e lavoratore della multinazionale Nestlé S.A. in Colombia, è rimasto vittima di un attentato. José Onofre gode delle misure di protezione della Commissione Interamericana dei Diritti Umani, a causa delle molteplici minacce contro la sua vita.

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Senatore Iván Cepeda: “Campagna elettorale di Uribe finanziata dai paramilitari!”

Il senatore Iván Cepeda, difensore dei diritti umani, nonché figlio del direttore del giornale comunista Voz e senatore della UP, Manuel Cepeda, trucidato dal terrorismo di Stato nel 1994, ha denunciato irregolarità nel finanziamento della campagna al Senato del narco ex-presidente Álvaro Uribe Vélez.

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Santos di nuovo presidente, cosa succede in Colombia

In quest’intervista fatta lunedì scorso, prima della vittoria elettorale di Santos di ieri, il quadro della situazione in Colombia tra i negoziati con le Farc e la repressione delle lotte sociali, l’estrattivismo e la resistenza alle multinazionali, le relazioni con i paesi vicini e le divisioni della destra

Latinoamericana 9 giugno 2014: 44’06”

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Le sette grandi conclusioni sulla vittoria di Santos

Dopo aver vinto le elezioni su Óscar Iván Zuluaga per 900 mila voti, il Presidente-candidato giungerà al suo secondo quadriennio con un panorama politico molto diverso rispetto a quello che nel 2010 lo accolse nella Casa di Nariño.

Una pacca sulla schiena del processo di pace e un avvertimento.

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