Archivio per la categoria Argentina
Le Madri possono essere memoria, ma non storia
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 09-02-2011
Luis Mattini
Per la sinistra ufficiale, quella che nei settanta fu passiva e critica del progetto rivoluzionario che rappresentammo, e per molti delle nuove generazioni la Presidentessa delle Madri di Plaza de Mayo, Hebe de Bonafini, è la memoria di quell’epoca, e sicuramente lo è dal punto di vista della denuncia delle atrocità dei militari, ossia i crimini di guerra. Questo spiega il lamentevole fatto che quasi tutto il ricordo che viene dai tempi immediatamente successivi ai fatti, è la memoria della morte. La parte negativa di questa visione limitata, parziale, è che stiamo riempiendo l’Argentina di musei della memoria che sembrano Panteon della morte.
Argentina: Le relazioni commerciali con la Cina ed il modello produttivo
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 01-02-2011

Julio C. Gambina
Tra i dati che negli ultimi anni spiccano circa la crescita economica dell’Argentina appare il surplus commerciale, prodotto dalla diversificazione geografica del commercio estero e da una specializzazione primaria della produzione nazionale, favorita dall’aumento dei prezzi internazionali, specialmente degli alimenti, e tra quelli della soia e dei suoi derivati. Forse è un’eccezione a questa regola l’importante presenza del cartello dell’automobile e la crescita dell’oro tra i prodotti minerari.
L’ammiraglio che ha mostrato il suo vero volto
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 10-11-2010

Sulla morte del genocida Massera: articolo di Osvaldo Bayer
Un personaggio così assoluto come il morto non si può trovare in tutta la storia argentina. Assoluto nella sua totale decadenza morale, crudeltà, ambizione fuori da ogni misura. Ammiraglio della Marina da Guerra Nazionale. Solamente Massera.
“K”
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 03-11-2010
“… gli stessi “nessuno” che quasi dieci anni fa scesero in strada gridando “che se ne vadano tutti” ritornano oggi per garantire che quelli che già ci sono rimangano. La qual cosa non è un paradosso, ma una conseguenza.”, lavaca, 28 ottobre 2010.
Néstor Kirchner riciclò il “che se ne vadano tutti”, che permise nel 2003 il suo accidentale arrivo alla nuova istituzione, dalla Patagonia alla presidenza dell’Argentina, con solo un 22% di appoggio elettorale. Non ha senso criticarlo per non essere stato ciò che mai pretese di essere, a meno che si parta da una visione idealizzata di questo mutante che è il peronismo.
Prosegui la lettura »
Kirchner: un presidente rivoluzionario? socialista? democratico?
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 01-11-2010
Dopo la crisi del 2001, dovuta all’orgia di privatizzazioni degli anni Novanta, alla forzata parità tra dollaro e peso che favorì i prodotti statunitensi provocando un’impennata della disoccupazione, e alle conseguenti rivolte e agitazioni popolari, al governo va un fronte progressista, capeggiato dal presidente del Partido Justicialista Néstor Kirchner. Molti hanno visto in questo governo un’altra espressione dello spostamento a sinistra dell’America latina, ma su questo come sugli altri governi sudamericani abbiamo delle riserve e possiamo sottoscrivere l’analisi del Frente Darío Santillán nel quale sono confluite le organizzazioni piqueteras più radicali, come gli autonomi del MTD: “il governo Kirchner, e quello successivo della moglie Cristina Fernández non è altro che il tentativo della borghesia di recuperare la fiducia popolare verso le istituzioni del sistema politico e di garantire allo stesso tempo la continuità delle politiche neoliberali.
Di fronte alla morte di Kirchner
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 29-10-2010
Comunicato del PRT Santucho
Oggi è morto Néstor Kichner. Dopo un lungo percorso politico arrivò nel 2003 alla presidenza per mano di Eduardo Duhalde. In questo processo Kirchner è andato formando l’autorità e l’esperienza necessaria per mantenere a galla la sconquassata barca dell’ingiusto sistema capitalista, riuscendo a stabilizzare parzialmente lo scenario politico dopo la crisi del 2001 e dopo i fatti del 26 giugno 2002, che obbligarono Duhalde a convocare le elezioni anticipate.
La precarietà e la burocrazia sindacale uccidono perché qualcuno lo permette
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 28-10-2010
La Fragua
In memoria di Mariano Ferreyra, Darío Santillán, Maximiliano Kosteki, Carlos Fuentealba e di tutti i caduti nelle lotte popolari.
Il Governo è preoccupato? Che incominci da casa sua!
Documento de La Fragua, gruppo di base di lavoratori/trici salariati/e del Fronte Popolare Darío Santillán. 22 ottobre 2010.
Un lavoratore assassinato a Buenos Aires durante una manifestazione di ferrovieri
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 21-10-2010
Oggi, durante una manifestazione di lavoratori precari licenziati da Ferrocarril Roca, è intervenuta una squadraccia della Lista Verde dell’Unione Ferroviaria con armi da fuoco che ha ferito con proiettili tre tra lavoratori e lavoratrici. Uno di loro, Mariano Ferreyra, è morto mentre entrava nell’Ospedale Argerich, la militante Elsa Rodríguez viene operata per un colpo in testa e si trova in grave stato, mentre il terzo militante ha subito ferite di arma da fuoco in una gamba. Alle 15,00 le organizzazioni hanno indetto una conferenza stampa ed alle 18,00 è stato convocato un concentramento a Callao e Corrientes, città di Buenos Aires. La CTA ha convocato per la mattina uno Sciopero nazionale con mobilitazioni a Plaza de Mayo ed in tutto il paese.
Hanno assassinato Mariano Ferreyra, solidarietà ai lavoratori ferroviari di base
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 21-10-2010
Frente Popular Darío Santillán
Denunciamo questo criminale attacco della burocrazia sindacale compiuto dall’Unione Ferroviaria di fronte alla richiesta dei lavoratori precari della Línea Roca che protestavano per la loro stabilizzazione. Così come nel 2002 la polizia bonaerense assassinò i nostri compagni Darío Santillán e Maximiliano Kosteki, oggi la burocrazia sindacale della CGT, protetta dal governo nazionale, assassina i militanti che lottano e si organizzano per reclamare migliori condizioni di lavoro.
Un decennio di fabbriche autogestite
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 19-10-2010
Dagli inizi del 2000 un totale di 250 fabbriche sono state occupate e autogestite dagli operai argentini.
Articolo di Enric Llopis
Se la Spagna ebbe il suo “decennio abominevole” nel secolo XIX, quello dell’Argentina si potrebbe opportunamente collocare negli anni 90 del XX secolo. Sono gli anni delle privatizzazioni dei servizi pubblici, dell’applicazione del neoliberismo a qualsiasi prezzo, della parità del peso con il dollaro e, soprattutto, dell’ascesa fino al fracasso politico dell’ineffabile duo Ménem-Cavallo.
Mapuche
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Argentina, Cile il 01-09-2010
I mapuche sono il gruppo indigeno più numeroso del paese: 800.000 persone su 16 milioni di cileni. Chiedono la restituzione del loro territorio ancestrale nelle regioni del Bío Bío e dell’araucanía, nel sud del paese, la cui conquista da parte dell Cile s’è completata solo nel XX secolo. Altri 400.000 mapuche vivono nello stato argentino. In totale i mapuche sono 1, 2 milioni, molto più degli abitanti di Cipro e il quadruplo di quelli dell’Islanda. Prosegui la lettura »
Continua lo sciopero nelle carceri della provincia di Buenos Aires
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 18-04-2010
Contro l’inasprimento delle condizioni carcerarie è già morto un detenuto. Prosegui la lettura »






