La UTEP e il Fronte di Lotta Piquetero hanno annunciato la continuazione delle misure, dopo aver ottenuto dal governo la messa a disposizione di $ 72 mila milioni per il Volver al Trabajo (Tornare al Lavoro) di maggio. Chiedono un aumento e la sua continuità garantita.
L’azione coordinata delle organizzazioni sociali e piquetere ha già dato i suoi frutti. L’unità tra l’Unione dei Lavoratori dell’Economia Popolare (UTEP) e il Fronte di Lotta Piquetero (FLP) che riunisce più di 80 organizzazioni ha ottenuto quanto non sono riusciti né il collettivo dell’handicap né il fronte sindacale universitario.
A differenza di questi settori, le organizzazioni sociali hanno ottenuto che il governo rispettasse una risoluzione giudiziaria contraria che ha intimato alle autorità del ministero del Capitale Umano di liberare i fondi per sostenere il pagamento dei benefici del programma Volver al Trabajo che, avevano annunciato, sarebbe stato interrotto a partire dal mese di maggio.
Mediante una richiesta di tutela presentata presso il tribunale di Campana le organizzazioni hanno conquistato un ordine giudiziario che ha fatto sì che il Segretario del Lavoro, Julio Cordero, con data 28 aprile emettesse la delibera 317/26 con la quale dispone che “tocca effettuare le gestioni tendenti al rispetto del mandato giudiziario secondo l’ordinamento giuridico vigente, disponendo il pagamento della prestazione economica prevista nel Programa Volver al Trabajo, e senza che questo comporti una modifica nel quadro normativo vigente” e con la quale, pertanto, risolve la liquidazione di $72.384.624.000.
La decisione, per le organizzazioni coinvolte, è il frutto del piano di lotta in corso che aveva generato assemblee comuni nelle stazioni del treno della CABA (Città Autonoma di Buenos Aires), e si disponevano a realizzare 200 blocchi stradali in tutto il paese. Il deciso piano di lotta, hanno affermato, ha obbligato il governo ad un arretramento anche se, lo sanno, la disposizione implica l’estensione per un periodo di appena un mese addizionale.
È per questo che le organizzazioni che hanno sostenuto strade diverse durante il governo di Alberto Fernéndez (la UTEP ha una affiliazione peronista e il FLP di sinistra), non hanno tardato nel concordare l’importanza di non abbassare la guardia e di sostenere la continuità delle misure fino alla completa restituzione del programma.
Ma denunceranno, inoltre, che lo stesso si trova congelato dal marzo 2024 a $78 mila dopo che il governo aveva scollegato la sua evoluzione (salario sociale complementare) da quella del salario minimo vitale e mobile.
In questo modo, il Fronte di Lotta Piquetero, la UTEP, le organizzazioni sociali riunite nella CTA e Territori in Lotta che riuniscono 80 organizzazioni di base hanno annunciato un blocco del Ponte Pueyrredón per il prossimo giovedì dalle ore 10.00 del mattino, accompagnato da assemblee in tutto il paese. La convocazione dice che “Con la lotta abbiamo strappato il pagamento. Andiamo per la sua continuità e l’aumento”.
L’azione, dopo l’adesione di tutte queste organizzazioni, confluirà nella marcia federale universitaria del prossimo 12 maggio che, di nuovo e di fronte alla passività della CGT, si profila come il canale capace di catalizzare la rabbia e la mobilitazione di tutti i settori sindacali, sociali e popolari.
Fonte: Tiempo Argentino
6 maggio 2026
Resumen Latinoamericano
| Traduzione del Comitato Carlos Fonseca: |
| “Argentina. Organizaciones sociales y piqueteras no bajan la guardia y van por más: este jueves cortan el Puente Pueyrredón”, pubblicato il 06-05-2026 in Resumen Latinoamericano, su [https://www.resumenlatinoamericano.org/2026/05/06/argentina-organizaciones-sociales-y-piqueteras-no-bajan-la-guardia-y-van-por-mas-este-jueves-cortan-el-puente-pueyrredon/] ultimo accesso 06-05-2026. |






