Ecuador: Radicalizzazione o coesione?


Mariela Rosero

Che significa Leonidas Iza alla testa dell’Ecuarunari (braccio della maggiore organizzazione indigena, CONAIE, nella Sierra).

Un ex legislatore ed una ex vicepresidente dell’organizzazione indigena rispondono sulla possibilità di nuove mobilitazioni

Da fuori del movimento indigeno, che Leonidas Iza presieda l’Ecuarunari (braccio della CONAIE nella Sierra) è interpretato come il trionfo dell’ala più radicale e di scontro. Ma, dall’interno, la lettura è un’altra: l’organizzazione ha bisogno di rafforzarsi e Iza è visto come una figura capace di articolare con gli altri settori sociali e così fornire una risposta politica più coesa.

Verónica Albuja, politologa che è stata consigliere della CONAIE, coincide sul fatto che Iza sia stato giudicato come un dirigente radicale. Ma lei sostiene che questa è stata la linea storica della lotta sociale del movimento indigeno, di fronte ad una agenda neoliberale. Chiede di rivedere quanto avvenuto con l’Ecuarunari sotto la direzione di Alberto Ainaguano, il predecessore.

Commenta che “si è usciti dalla linea, è stato fuori dalle decisioni collettive e più vicino al Governo, nonostante che non ci sia mai stata una deliberazione per un accordo con (Daniel) Noboa. Nell’ultima mobilitazione non c’è stato un lavoro organizzativo-politico”.

Per Salvador Quishpe, ex membro dell’assemblea ed ex prefetto di Zamora Chinchipe, è semplice la risposta alla domanda se verrà un periodo con più proteste di fronte alle politiche del presidente Noboa. “Dipenderà da quello che farà il Governo, se ‘dà papaya’ (dare la possibilità a qualcuno di approfittare della situazione, ndt), a qualcuno toccherà fare il duro e protestare.

Non possiamo dimenticare che al di là di chi sia il dirigente, la CONAIE e le sue strutture, Confeniae (Amazzonia), Conaice (Costa) ed Ecuarunari (Sierra), sono una voce della società civile”.

Perché hanno eletto Leonidas Iza per dirigere l’Ecuarunari?

Salvador Quishpe precisa che Iza non occupa la presidenza dell’Ecuarunari con la forza, ma grazie alle basi. Questo racconta che “sono assetati, serve qualcuno che abbia forza, che sollevi. Stiamo male. Anche voi, i mezzi di comunicazione, siete stati malvisti e perseguitati”.

Quishpe ammette di non aver votato per Iza, ha appoggiato Jimmy Tene, candidato della sua provincia. Nonostante ciò, il dirigente saraguro precisa: “Era chiaro ciò che le basi dell’Ecuarunari dicevano: ‘Vogliamo un gallo vecchio che venga e faccia le cose bene, abbiamo bisogno di uno che in questo momento venga a fare le cose’”.

Ci saranno proteste in Ecuador nel 2026?

Al riguardo, Nayra Chalán, ex vicepresidente dell’Ecuarunari, pensa che in momenti così convulsi e di avanzata della destra, è importante avere un movimento sociale rafforzato.

Leonidas Iza fu presidente della CONAIE, oltre che candidato presidenziale. Sarà alla testa dell’Ecuarunari fino al 2029

Allora viene una fase con più scontri? “Noi non creiamo condizioni di saccheggio né di impoverimento nelle zone rurali, di incuria e abbandono statale”, risponde la dirigente della comunità saraguro.

“Sono le decisioni governative quelle che portano a reagire. E la reazione è più contundente quando ci sono guide con la chiarezza di Leonidas Iza. Per noi non è una questione di passatempo o di sport lo scontro politico con un governo di turno. Cerchiamo migliori condizioni di vita e questo dovrebbe essere garantito senza mobilitazioni”, aggiunge Nayra Chalán.

La CONAIE è aperta alla costruzione di una proposta, dice Ercilia Castañeda

Ercilia Castañeda, vicepresidente della CONAIE, prende la parola per quanto riguarda Iza sul fatto che abbia affermato che “è necessario essere più tolleranti; aprire il dialogo, prima tra di noi, per attualizzare la proposta politica ed economica che il movimento indigeno al momento ha presentato”.

La vicepresidente sottolinea che da parte della CONAIE c’è una predisposizione, al di là dei nomi, a coordinare il lavoro, “le tre regionali sono i bracci organizzativi. Il messaggio che ci ha inviato l’Ecuarunari, così come il risultato della consultazione popolare, è che è necessario parlare delle strategie per implementare lo stato plurinazionale”.

Gli altri nomi del Consiglio di Governo dell’Ecuarunari

Insieme a Leonidas Iza, la Confederazione dei Popoli della Nazionalità Kichwa dell’Ecuador (Ecuarunari) ha eletto come vicepresidente Vicenta Chuma, dirigente dell’Unione dei Popoli e delle Comune Cooperative Cañaris, organizzazione che esiste dal 1984. Lei di solito rende omaggio a Dolores Cacuango e Tránsito Amaguaña.

Al rafforzamento organizzativo c’è Floresmilo Simbaña, un ex dirigente della CONAIE che fa analisi politica. Così come Marian Heria Ortiz, all’educazione, ed Eliana Champutis, donna e famiglia.

È necessaria un’agenda a partire dal locale

La politologa Verónica Albuja, precisa che, storicamente, l’Ecuarunari è stata la regionale più forte della CONAIE. Crede che sia stata indebolita per mancanza di leadership e di un’agenda che deve essere costruita a partire dal locale. Dice, per esempio, che non c’è stato un lavoro coordinato con il settore dei lavoratori.

Le manifestazioni di settembre e ottobre 2025

Nel settembre e ottobre del 2025, il movimento indigeno fu protagonista di una protesta sociale di massa che impedì gli abusi del regime. Ma dovette affrontare la violenta repressione della forza pubblica.

fonte: Expreso

18/02/2026

La Haine

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Mariela Rosero, Ecuador: ¿Radicalización o cohesión?”, pubblicato il 18-02-2026 in La Haine, su [https://www.lahaine.org/mm_ss_mundo.php/ecuador-radicalizacion-o-cohesion] ultimo accesso 23-02-2026.

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