Il Governo ha giustificato l’azione nella Plaza Congreso.
Mentre il Senato dibatte il progetto regressivo del governo, le forze di sicurezza hanno disperso i manifestanti con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Le organizzazioni sociali hanno informato che sono 20 gli arresti convalidati e circa 30 persone trattenute.
Passate le 15.00, la polizia e la Gendarmeria sono avanzate sui manifestanti a Plaza Congreso, che protestavano contro il progetto di riforma del lavoro promossa dal Governo. Le forze di sicurezza hanno disperso la folla con gas lacrimogeni e camion con idranti, mentre alcuni dirigenti denunciavano che pensionati e lavoratori sono stati i primi a subire la repressione.
Migliaia di persone si sono riunite di fronte al Congresso per esprimere il loro rifiuto della riforma del lavoro promossa da Javier Milei quando un gruppo di incappucciati è giunto e sono cominciate le distruzioni e gli spari con proiettili improvvisati.
Come di solito avviene, le forze di sicurezza hanno risposto in modo violento. Prima hanno raggiunto i pensionati che partecipavano pacificamente, e dopo hanno represso il resto della colonna con gas lacrimogeni, proiettili di gomma e camion con idranti.
A Sáenz Peña e Yrigoyen, almeno due persone sono state arrestate, mentre la Polizia della Città ha bloccato il passaggio ai giornalisti ad Alsina e San José e li ha minacciati di attaccarli.
La giustificazione ufficiale
L’operazione è stata guidata dalla ministra della Sicurezza, Alejandra Monteoliva, che ha sostenuto nelle sue reti sociali che le manifestazioni devono essere pacifiche e che qualsiasi atto violento sarebbe stato represso.
La funzionaria ha informato che già c’erano due detenuti per aver aggredito il personale della sicurezza e che tre agenti della Gendarmeria e uno della Polizia Federale erano rimasti feriti. La Monteoliva ha dichiarato che alcuni manifestanti erano armati con mortai, molotov e fionde con bulloni, e ha affermato che sono stati identificati.
Parlando con Página/12, l’avvocata Carmen Verdú del Coordinamento contro la Repressione della Polizia e Istituzionale (CORREPI) ha confermato che per il momento la procura ha convalidato 20 arresti e che ci sono, almeno, 30 persone trattenute dalle forze di sicurezza. Da parte sua, la Polizia della Città ha emesso un comunicato con il quale ha riconosciuto lo stesso numero di detenuti a “disposizione dell’Unità di flagranza Est dove la dottoressa Malena Mercuriari ha convalidato gli arresti”. Allo stesso tempo, ha informato che a loro sono stati imputati, secondo il caso, i delitti di attentato e resistenza all’autorità, lesioni e incendio.
Infiltrati e tensione nelle strade
Secondo i manifestanti, gli incidenti sono stati provocati da un piccolo gruppo di infiltrati incappucciati, che cercavano di creare il caos e hanno lasciato esposti coloro che si mobilitavano pacificamente.
Parallelamente, sindacati, organizzazioni sociali e gruppi politici si sono uniti alla mobilitazione, riaffermando il loro rifiuto della riforma del lavoro e facendo appello a continuare le proteste, anche con uno sciopero nazionale.
Sessione parlamentare e clima politico
La sessione al Senato è cominciata prima di mezzogiorno, resa possibile grazie al quorum fornito da UCR, PRO e settori del peronismo provinciale.
Patricia Bullrich, a capo del blocco governativo, ha aperto il dibattito criticando la “estrema giuridizializzazione del sistema lavorativo” e difendendo la necessità della legge per equilibrare le norme sul lavoro. Nel frattempo, Milei ha seguito lo sviluppo della sessione dalla Quinta de Olivos.
foto: Alejandra Morasano, Guadalupe Lombardo e Bernardino Avila.
11 febbraio 2026
Página/12
| Traduzione del Comitato Carlos Fonseca: |
| “Brutal represión contra quienes protestaban por la reforma laboral de Milei”, pubblicato il 11-02-2026 in Página/12, su [https://www.pagina12.com.ar/2026/02/11/brutal-represion-contra-quienes-protestaban-por-la-reforma-laboral-de-milei/] ultimo accesso 14-02-2026. |
























