Venezuela: Analisi tecnico militare da Cuba sul sequestro di Nicolás Maduro


Esperto Cubano in Sicurezza

Il presente rapporto -che circola apocrifamente, ma di grande densità analitica- affronta il sequestro del presidente venezuelano come qualcosa di radicalmente distinto da una semplice dimostrazione di superiorità militare statunitense. Lontano dall’epica tecnocratica, il documento propone di leggere la cosiddetta Operazione “Risoluzione Assoluta” come un caso di collasso sistemico dell’apparato di difesa, intelligence e protezione presidenziale del Venezuela. A partire dall’esame dettagliato di errori concatenati -intelligence penetrata, comando paralizzato, difesa antiaerea inattiva e protocolli di sicurezza degradati- il testo sostiene che il successo operativo delle forze speciali degli USA è stato possibile solo per una sconfitta precedente, incubata dall’interno. L’assenza di reazione organizzata di fronte ad una massiccia incursione aerea su Caracas, così come la precisione chirurgica con cui è stato localizzato il mandatario, costituiscono per gli autori chiari indizi di tradimento interno e dissoluzione del comando effettivo, più che una prodezza tattica irresistibile.

In questo quadro, il rapporto acquisisce un carattere politico-strategico che trascende il militare: la cattura di Nicolás Maduro è presentata come un avvertimento imperiale diretto all’insieme dell’America Latina. Il testo sottolinea che nessuna fortificazione, tecnologia o retorica sovranista può sostituire la coesione reale del comando, la mobilità, la disciplina e la lealtà interna in contesti di guerra ibrida. L’insistenza finale sulla necessità di “prepararsi per vincere” non è una parola d’ordine astratta, ma una conclusione amara: quando non si decolla, quando non si spara e quando non si ordina, la sconfitta non proviene dal nemico ma dall’interno dello stesso apparato statale. In questa chiave, il rapporto si offre come un avvertimento, un’accusa e un appello urgente a ricomporre -dal basso e senza illusioni- le condizioni materiali della difesa di fronte ad una offensiva imperiale che, lontano dall’esaurirsi in Venezuela, annuncia una fase superiore di aggressione regionale.

Elementi della sicurezza che devono aver fallito affinché le forze speciali dell’esercito degli Stati Uniti riuscissero a sequestrare il Presidente Nicolás Maduro.

L’Operazione “Risoluzione Assoluta” è un caso di studio. Bisogna apprendere dagli errori.

Il sequestro del Presidente Nicolás Maduro e di Cilia Flores all’alba del 3 gennaio 2026, con la cosiddetta “Operazione Risoluzione Assoluta”, non deve essere interpretato semplicemente come una prodezza delle forze speciali statunitensi. Questo evento costituisce un caso di studio del collasso sistemico di una struttura di difesa, intelligence e controspionaggio. L’operazione, che ha coinvolto più di 150 aerei e le forze speciali (Delta Force e Night Stalkers), ha fatto emergere errori critici in quattro pilastri fondamentali: l’Intelligence, il Comando e il Controllo, la Difesa Antiaerea e la Sicurezza Presidenziale. Senza questi errori non sarebbe stata possibile la presunta invulnerabilità con cui hanno sorvolato Caracas.

La premessa che una operazione a così alto rischio e complessità sia terminata in una “esecuzione da manuale” senza resistenza organizzata, si può spiegare solo per una metastasi operativa dentro la catena di comando venezuelana. C’è stata resistenza, 32 combattenti cubani caduti nel compimento del proprio dovere, alcuni nel Battaglione d’Onore Presidenziale, parla da sé, gente brava, coraggiosa che si è battuta duramente, i familiari già sono stati informati. Ma quello che mostrano i video che abbiamo analizzato, non c’è stato comando, organizzazione e strategia, era impossibile un risultato favorevole per le forze difensive.

C’è stato un Errore Strategico: la Penetrazione dell’Intelligence. Il primo e più grave errore è avvenuto alcuni mesi prima dell’assalto: la totale perdita di controllo dell’informazione. La cronologia del Pentagono rivela che l’operazione è stata il culmine di mesi di pianificazione e di un esauriente lavoro di intelligence. È innegabile che erano stati localizzati i sistemi di Difesa Antiaerea venezuelani, gli aerei, gli elicotteri, non c’è stato uno sgretolamento delle forze e dei mezzi, nonostante che fossero preavvisati, non sono stati rispettati i principali principi del combattimento che avrebbero impedito o almeno reso difficile il successo dell’operazione imperialista.

Definitivamente c’è stato Tradimento Interno.

La precisione con cui la forza d’assalto è giunta nel complesso residenziale del Presidente Maduro alle 2.01 a.m. ora locale è la prova irrefutabile di una penetrazione umana al più alto livello. Maduro, cosciente della minaccia, cambiava quotidianamente il proprio luogo di pernottamento. Il fatto che la Delta Force sapesse esattamente dove trovarlo in quel preciso momento suggerisce una “consegna” o “vendita” di informazioni da parte del suo circolo più intimo. Senza questa premessa, la penetrazione di truppe aerotrasportate a Caracas era una missione quasi impossibile.

Profilamento Totale ed Errore del Controspionaggio. Le agenzie di intelligence statunitensi (CIA, NSA, NGA) sono state per mesi sulle tracce dei movimenti di Maduro, includendo le sue abitudini, viaggi, luoghi frequentati e anche le sue mascotte. Questo livello di dettagli indica un grosso errore del controspionaggio venezuelano nello scoprire e neutralizzare la fonte di intelligence che ha permesso questo esaustivo profilamento, è l’errore strategico che ha condannato la sicurezza del Presidente, per questo ci sono principi inviolabili, non ci stanno per piacere, la routine è la nemica di colui che viene cacciato, è sì comoda, ma è cattiva, i movimenti, luoghi, rotte e perfino l’orario del cambio della guardia non possono essere fissi. La mobilità è la peggiore delle notizie per un team che sequestrerà un obiettivo di alto valore, perché loro si allenano nell’immobilità, anche se l’interpretazione sarà realizzata su una Carovana, si fissa un luogo di imboscata.

Il Collasso Operativo. La fase di esecuzione si è centrata sulla decapitazione del sistema nervoso centrale delle forze armate venezuelane, ottenendo una paralisi del comando e del controllo nei minuti iniziali dell’operazione. C’è stato un errore di concetto, dato che conoscendo le possibilità dei mezzi di guerra elettronica degli Stati Uniti, ovviamente non si avevano, per la quasi nulla risposta, altri mezzi di comunicazione che non fossero quelli che si utilizzano quotidianamente.

Neutralizzazione dell’Infrastruttura Critica

Alle 2.00 a.m., l’attacco è stato diretto simultaneamente su obiettivi chiave:

– Forte Tiuna: Il complesso militare più importante, sede del Ministero della Difesa e del CEOFANB, è stato attaccato per impedire una risposta coordinata.

– Base Aerea La Carlota: Neutralizzata per stabilire la superiorità aerea locale ed eliminare la capacità di intercettazione.

– Cerro El Volcán: Un attacco chirurgico contro questo nodo di comunicazioni chiave ha imposto uno stato di “nebbia informativa” nel comando venezuelano. È praticamente inconcepibile, che non ci fossero luoghi alternativi agli obiettivi attaccati da dove si potesse resistere, che i mezzi aerei fossero a tiro invece che sparsi e sotterranei, che le comunicazioni fossero stabilite solo tramite radiocomunicazioni.

Guerra Elettronica e Corridoio Aereo Sicuro

L’operazione si è basata su attività di Guerra Elettronica (EW), come gli EA-18G Growlers, e nella capacità del CyberCom di creare un corridoio aereo sicuro. L’affermazione del Generale Dan Rising Kane che l’operazione ha creato un “gigante cortocircuito nel centro di Caracas mantenendo l’elemento di sorpresa tattica”. Qualcosa di verificato in vari video sottolinea che la capacità di comando e comunicazione del Venezuela è stata annullata prima che si potesse emettere un coerente ordine di contrattacco.

Inazione Tattica: Il Fallimento della Difesa Aerospaziale Integrale. Questo è l’errore più critico dal punto di vista della prospettiva della difesa militare della sovranità. La Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) non ha combattuto l’aggressore.

L’Inazione:

L’incursione aerea ha coinvolto più di 150 mezzi aerei, inclusi caccia F-35 e F-22, bombardieri B-1 e una dozzina di elicotteri del 160th SOAR che volavano a bassa quota (100 piedi). La risposta venezuelana su questo aspetto è stata praticamente nulla.

– Neutralizzazione a Terra: I rapporti indicano che i caccia Su-30MK2, il principale vettore di superiorità aerea, sono stati distrutti a terra.

– Errore Dottrinale: In una forza aerea minimamente operativa, di fronte ad una minaccia credibile, i caccia devono entrare in immediata allerta e decollare per intercettare. Che non siano decollati implica: o un ordine diretto di non azione (tradimento) o una totale paralisi del comando e del controllo che ha impedito l’esecuzione della missione fondamentale.

Fattore Tecnologico: L’uso di elicotteri MH-60M Black Hawk (DAP) equipaggiati con il radar per seguire il terreno AN/APQ-187 Silent Knight ha permesso ai “Night Stalkers” di volare a quota molto bassa in una totale oscurità, minimizzando il rilevamento attraverso i sistemi di difesa antiaerea (qualcosa avallato dai video che abbiamo analizzato). Nonostante ciò, l’assenza di una risposta dei sistemi di difesa antiaerea o degli stessi caccia in allerta converte la superiorità tecnologica statunitense in una semplice dimostrazione di forza che non ha incontrato una resistenza attiva. Supponiamo quanto segue: Quanti video avete visto di elicotteri che sorvolavano Caracas? Se li ha visti chi riprendeva, erano anche a distanza di tiro. Perché non sono stati abbattuti? Semplicemente i mezzi di difesa antiaerea si sono fidati troppo, da vari giorni erano in tensione e già pensavano che non sarebbe successo nulla.

Fallimento dell’Anello di Sicurezza Presidenziale

La sicurezza personale di Maduro si è battuta, secondo alcuni rapporti e il calcolo del tempo in cui giungono sul posto dove successivamente lo sequestrano, approssimativamente due ore di un intenso combattimento, circolano nomi e gradi di alcuni effettivi della Guardia d’Onore Presidenziale ma ancora nulla di ufficiale. È evidente che il Battaglione d’Onore ha dato battaglia, tra loro i nostri combattenti che compivano la missione nel paese fratello, prova di questo è che il maggior tempo di tutta l’operazione è stato questo combattimento, ma sono rimasti soli, senza appoggio, e il risultato finale è stato il sequestro dell’obiettivo di alto valore, per cui non c’è stato un piano per una via d’uscita, mezzi alternativi di fuga, barricate per impedire l’incursione nemica o una comunicazione con unità di appoggio delle Forze Speciali venezuelane che dovevano essere pronte come Guardia da Combattimento.

Eccesso di Fiducia e Rilassamento di Protocolli. Nella nostra analisi iniziale già si segnalava l’eccesso di fiducia nel gruppo intorno a Maduro, essendo stato visto anche guidare attraverso Caracas. Questo comportamento dista molto dai protocolli di sicurezza di un obiettivo di alto valore sotto costante minaccia. La sicurezza del presidente era diventata statica e prevedibile, fatto che ha facilitato il lavoro di intelligence dei nordamericani.

L’Inutilità della Fortificazione Statica

Il presidente Trump ha rivelato che Maduro ha cercato di raggiungere un rifugio fortificato dentro il suo complesso, descritto come una “fortezza” con porte d’acciaio. Nonostante ciò, la velocità della Delta Force è stata tale che il piano di rischio ha fallito. La sicurezza ha sbagliato su:

– Prima Allerta: Non hanno avvistato in tempo l’avvicinamento degli elicotteri affinché il Presidente Maduro raggiungesse il rifugio.

– Risposta Tattica: La forza di cattura “si è mossa con velocità, precisione e disciplina”, superando la capacità di risposta della capsula di sicurezza. Il fatto che la cattura fosse probabilmente riuscita senza caduti statunitensi (solo un mezzo aereo colpito) suggerisce che la resistenza sia stata inefficace. Questi dati di zero caduti statunitensi bisogna prenderli con precauzione, difficilmente in un combattimento così intenso come sembra sia stato quello che è terminato con il sequestro di Maduro, non ci siano perdite da parte e parte. Trump non è conosciuto per la sua onestà, e tutta questa operazione è anche un messaggio intimidatorio al resto dei paesi avversari degli USA nella regione.

La “Operazione Risoluzione Assoluta” è stata un successo per gli Stati Uniti, bisogna dirlo tale e quale, prima di tutto, una sconfitta autoinflitta per l’apparato di sicurezza venezuelano. Il sequestro di un capo di stato nelle sue funzioni, nel cuore della sua capitale e senza una battaglia aerea o terrestre significativa, non è un semplice rovescio ma l’evidenza che il sistema di difesa e protezione ha collassato dalle sue fondamenta.

La combinazione di tradimento interno (Intelligence), paralisi del comando, e l’inerzia della difesa aerea ha trasformato un’operazione ad altissimo rischio in una semplice incursione di precisione. Come si segnalava in una delle analisi, quando giunge il momento decisivo e non si decolla, la sconfitta non viene dal nemico, ma “dal di dentro”.

Con i giorni potremo vedere realmente cosa è successo, cosa è stato sbagliato, ma soprattutto vedremo, secondo le azioni degli attori, chi ha tradito il Presidente Maduro. Il nostro dilemma è chiaro, prepararci affinché questa avventura costi, se osano, molto cara all’impero, l’unico modo per evitare la guerra, è prepararsi nel modo migliore, per vincerla. Si può? Chiaro che sì, ora abbiamo un dovere morale con i nostri fratelli caduti nel compimento del dovere.

07 gennaio 2026

El Salmon

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Experto Cubano en Seguridad, Análisis técnico militar desde Cuba sobre el secuestro de Nicolás Maduro”, pubblicato il 07-01-2026 in El Salmon, su [https://www.elsalmoncom.co/2026/01/analisis-tecnico-militar-desde-cuba.html] ultimo accesso 26-01-2026.

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