Messico: Assassinio di migranti nel Chiapas è una “conseguenza delle politiche migratorie” dello stato messicano


Redazione Desinformémonos

Città del Messico / L’assassinio di sei migranti per mano di militari a Villa Comaltitlán, nella costa del Chiapas, è una “conseguenza diretta di aver ordinato il dispiegamento militare per il contenimento dei flussi migratori con una logica di persecuzione e non di protezione verso le persone in movimento, violentando e disumanizzando le persone, mettendo a rischio la loro integrità fisica, emotiva e la loro vita”, ha denunciato il Collettivo di Monitoraggio-Frontiera Sud, dopo che il 1 ottobre sei persone sono state crivellate dai soldati e altre 12 sono rimaste ferite.

Il collettivo, che riunisce diverse organizzazioni difensore dei diritti umani, ha affermato che la morte delle sei persone che viaggiavano in un gruppo di 33 migranti nascosti e ammucchiati in camion per il trasporto di bestiame “non è un fatto accidentale né isolato, ma una conseguenza delle politiche migratorie restrittive che lo stato messicano continua ad implementare”.

Ha evidenziato che il massacro, riconosciuto in un comunicato anche dalla Segreteria per la Difesa Nazionale (SEDENA), è una dimostrazione della “omissione dello stato nel garantire i diritti umani e la vita delle persone migranti e con necessità di protezione internazionale”.

“[Lo stato] ha mancato di fronte alla situazione di violenza nella regione, così come nei suoi obblighi di indagine e sanzione delle violazioni dei diritti umani e dei delitti che diversi agenti pubblici hanno commesso, tanto per omissione come per collusione con detti gruppi criminali”, ha ricordato il collettivo, che ha denunciato la situazione di violenza che attraversa il Chiapas per l’avanzata del crimine organizzato.

Dopo il massacro, da parte della SEDENA 17 migranti sono stati messi a disposizione dell’Istituto Nazionale della Migrazione, per cui le organizzazioni del collettivo hanno chiesto che siano garantiti i loro diritti “in qualità di vittime di delitto grave e violazioni dei diritti umani, che deve prevalere sulla loro situazione migratoria”.

Ha chiesto, inoltre, allo stato messicano di realizzare un’indagine sulle cause e responsabilità dell’assassinio dei sei migranti, così come cure mediche integrali per i feriti, sostegno psicologico e giuridico alle vittime e alle loro famiglie, l’implementazione di politiche migratorie che proteggano i diritti umani e la cessazione delle azioni di “omissione, discrezionalità, uso eccessivo della forza e corruzione”.

3 ottobre 2024

Desinformémonos

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Redacción Desinformémonos, Asesinato de migrantes en Chiapas es “consecuencia de las políticas migratorias” del Estado mexicano: Colectivo de Monitoreo–Frontera Sur, pubblicato il 03-10-2024 in Desinformémonossu [https://desinformemonos.org/asesinato-de-migrantes-en-chiapas-es-consecuencia-de-las-politicas-migratorias-del-estado-mexicano-colectivo-de-monitoreo-frontera-sur/] ultimo accesso 10-10-2024.

, , ,

I commenti sono stati disattivati.