Perde l’estrema destra nelle elezioni presidenziali in Cile: più di 10 punti di differenza


Andrés Figueroa Cornejo

Con circa il 55,8% di voti, il candidato di Apruebo Dignidad, Gabriel Boric, ha vinto le elezioni presidenziali contro il 44,1% del politico di ultradestra José Kast. Di tutti coloro che avevano la possibilità di partecipare alle elezioni, lo ha fatto il 55% degli aventi diritto, ossia, circa 8.500.000.

Allo stesso tempo, tra ambedue i candidati c’è stata una differenza di quasi un milione di voti.

Alle elezioni del primo turno elettorale, effettuate il 21 novembre passato, è andato alle urne la metà delle persone aventi diritto al voto, il 47,33% dell’elettorato, che corrisponde a 7.114.318 votanti su un totale di elettori di 15.03.974.

In quella occasione, l’estremista di destra José Kast ottenne il 27,9% dei voti, equivalente a 1.961.122 suffragi, mentre Gabriel Boric giunse al 25,8%, pari a 1.814.809 schede. Dopo, il candidato della destra populista Franco Parisi si fermò al 12,8%, il candidato della destra tradizionale Sebastián Sichel con il 12,8%, la candidata democratica cristiana Yasna Provoste con l’ 11,6%, il candidato progressista Marco Enríquez Ominami con il 7,6%, e il candidato del Partito Comunista-Azione Proletaria Eduardo Artés con l’ 1,5%.

La giornata del ballottaggio è stata particolare perché il trasporto collettivo, privato nel paese, ha ridotto considerevolmente la propria circolazione, mentre numerose persone dei quartieri più popolosi del Gran Santiago, sostenitrici del voto contro il candidato José Kast, lontane dai loro centri di votazione, si sono lamentate di un fenomeno che è stato anche classificato come un “boicottaggio premeditato” da parte del regime di Piñera.

Di più, il presidente del Consiglio Direttivo del Servizio Elettorale, Andrés Tagle, ha avuto una conversazione con la ministra dei Trasporti, Gloria Hutt, nella quale ha manifestato la propria preoccupazione per la frequenza del trasporto pubblico durante la giornata elettorale, particolarmente nella Regione Metropolitana.

D’altra parte, la sinistra anticapitalista, ancora frammentata, prima delle elezioni si è espressa in due maniere: facendo appello a non partecipare alle elezioni istituzionali, e anche promuovendo il voto contro l’ultra destra.

Al riguardo, uno dei suoi dirigenti ha dichiarato che, “con le forze che accompagnano Boric si ricompone la Concertazione, quella che dopo la dittatura ha intensificato le politiche del capitalismo neoliberale imposto dal pinochetismo. Con il riconoscimento di queste direzioni politiche, più l’appoggio esplicito degli ex presidenti Ricardo Lagos Escobar e Michelle Bachelet, tra gli altri, è chiaro che gli interessi dell’attuale amministrazione della Casa Bianca statunitense sono “tutelati”. Soprattutto in materia economica, nella sua politica estera anti-latinoamericanista (in particolare contro Cuba e Venezuela), e offre superiori garanzie di “pace sociale” per gli investimenti capitalisti, la loro riproduzione e le loro condizioni distruttive antipopolari. Ci resta solo la costruzione degli strumenti politici dei settori di lotta delle classi lavoratrici, popolari e indigene, e trasformarci in genuina alternativa di emancipazione umana”.

Ugualmente, il sociologo di centro-sinistra Felipe Portales ha dichiarato: “credo che ciò che dobbiamo festeggiare è che abbia perso Kast; per quanto tutto indicasse che così sarebbe successo. Ci siamo liberati di un orrore e questo è molto positivo. Ma da Boric e dal Fronte Ampio (FA), dal 15 novembre 2019, non c’è molto da sperare. La sua gratuita e vergognosa subordinazione alle destre ha costituito un grande passo indietro e un grande inganno. Voglia Dio che la Concertazione andata a destra torni alle sue radici di centrosinistra nella Convenzione Costituzionale e che siano disponibili a tornare sulle loro posizioni di centrosinistra approfittando della feroce sconfitta di maggio della “destra” e -“trascinando” il FA che ha dimostrato una così poca consistenza- approvare una Costituzione che sostituisca il “modello cileno”. Ma credo che sia estremamente improbabile…”.

20-12-2021

ANRed

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Andrés Figueroa Cornejo, Pierde la extrema derecha en las elecciones presidenciales en Chile: más de 10 puntos de diferencia” pubblicato il 20-12-2021 in ANRed, su [https://www.anred.org/2021/12/20/pierde-la-extrema-derecha-en-las-elecciones-presidenciales-en-chile-mas-de-10-puntos-de-diferencia/] ultimo accesso 21-12-2021.

, , ,

I commenti sono stati disattivati.