Cile: La sinistra che dorme se la porta via la corrente


Manuel Cabieses Donoso

I fondatori della dottrina rivoluzionaria tracciarono le righe del campo con le condizioni obiettive e soggettive. La situazione ideale per fare un passo avanti è la congiunzione di ambedue.

Ma nessun rivoluzionario -da Lenin a Fidel Castro- aspettò questo equinozio di condizioni per iniziare la lotta. Queste regole, invece, si sono convertite nella bibbia del riformismo socialdemocratico, ombra tutelare del capitalismo.

In Cile siamo in presenza delle macerie dello stato oligarchico. Mai non sono state migliori le condizioni obiettive per la ribellione di un Sinistra socialista. La protesta per una guida che organizzi e orienti la lotta sociale e politica, non ha trovato eco nelle istanze che potrebbero prendere delle iniziative. Partiti -grandi, medi e piccoli- e organizzazioni sociali -grandi, medie e piccole-, se ne vanno alla chetichella, dando le spalle alla realtà, sprofondati in un elettoralismo volgare che promuove un carnevale di candidature che intossica i cittadini.

La situazione del paese ha un parallelo con gli anni 30 del secolo scorso. Le istituzioni oligarchiche erano in crisi. Un commodoro della Forza Aerea, Marmaduke Grove Vallejo, guidò un colpo di stato che il 4 giugno 1932 proclamò la Repubblica Socialista. Bastò una spinta per abbattere il presidente Juan Esteban Montero la cui funzione si limitava ad amministrare la crisi. Un generale dell’esercito, Arturo Puga Osorio, guidò la giunta rivoluzionaria di governo. Perfino El Mercurio si dichiarò socialista e la famiglia Edwards condivise la proprietà del quotidiano con i suoi lavoratori. La prima Repubblica Socialista dell’America Latina durò appena tre mesi.

Ma in questo breve periodo divennero realtà richieste importanti del popolo che era indebitato fino al midollo. I dirigenti del movimento furono perseguitati ma da questo gruppo audace nacquero il Partito Socialista e iniziative che nel 1936 si consolidarono nel Fronte Popolare. Due anni più tardi questa coalizione vinse le elezioni presidenziali, sconfiggendo il candidato della destra, Gustavo Ross, ex ministro delle Finanze. Pedro Aguirre Cerda, capo dell’ala destra del Partito Radicale, fu il trionfatore sostenuto dai partiti Comunista, Socialista, Democratico e Radical Socialista.

Don Tinto, come lo chiamava il popolo (Aguirre Cerda era il padrone della Viña Ochagavía), fu sconfitto dalla tubercolosi tre anni più tardi. Nonostante ciò il suo governo mantenne la promessa di promuovere l’industrializzazione del paese. Creò la Corporazione di Promozione della Produzione (Corfo), madre di numerose industrie nazionali -privatizzate dalla dittatura 35 anni più tardi-. Allo stesso tempo, divenne reale la sua parola d’ordine “governare è educare”, che riscattò milioni di cileni dalle tenebre dell’analfabetismo.

Certamente attraverso il fiume della storia oggi corrono altre acque. Nonostante ciò, il racconto del nostro agitato rosario di guerre civili, colpi di stato, massacri, ammutinamenti militari, assassinii politici, ecc., deve servirci per imparare. La crisi (ora irrimediabile) delle istituzioni oligarchiche ne ha delle similitudini nel passato. Negli anni 30 il Cile affrontava un periodo di instabilità politico-sociale acutizzata dalla crisi capitalista mondiale. Così come oggi. Il fascismo italiano e il nazionalismo tedesco minacciavano la democrazia liberale europea e il socialismo sovietico. In Cile sorse un partito nazi e le milizie brune assaltarono locali sindacali e attaccarono manifestazioni di socialisti e comunisti. Oggi risorgono minacce di natura fascista.

Negli Stati Uniti quasi 75 milioni di voti hanno appoggiato un’opzione violenta e razzista. Brigate armate terrorizzano immigranti e neri. In Cile rinasce un’estrema destra che aspira a convertirsi in baluardo di una dittatura. Il Partito Repubblicano di José Antonio Kast ha radici storiche nel Movimento Nazionale Socialista di Jorge González von Marées degli anni 30, nel Partito Azione Nazionale e nella rivista Estanquero di Jorge Prat nei 60, e del Fronte Nazionalista Patria e Libertà di Pablo Rodríguez dei 70. Il suo obiettivo è allontanare la destra liberale perché obsoleta e incapace di contenere il socialismo. Cerca di appropriarsi del potere -con la ragione o la forza- e trasformare lo stato in santuario dei valori di Patria, Famiglia e Proprietà, semenzaio di deliri politici pervasi dall’odio.

La crisi politica di oggi si accentua per la dispersione delle candidature per la Convenzione Costituzionale che minaccia di consegnare su un vassoio la futura Costituzione ad una minoranza disciplinata e unita in difesa dei propri interessi di classe. Quasi 80 liste di candidati dimostrano la drammatica assenza di un asse reggitore di un’alternativa popolare e democratica.

L’inesistenza di una Sinistra con un orizzonte socialista e anticapitalista, ha lasciato uno spazio che riempiono i settori socialdemocratici. Ma i loro legami con il neoliberalismo sono così evidenti che risvegliano un enorme rifiuto e ripugnanza cittadina.

Sotto la superficie esiste, nonostante ciò, una Sinistra latente. Un vasto settore anela ad una democrazia partecipativa che rispetti la dignità delle persone. Questa Sinistra in latenza richiede un orientamento di lotta e organizzazione. Bisogna riprendere lo spirito combattivo e ampio dell’ottobre-novembre del 2019. Questo permetterebbe alla Sinistra socialista, latinoamericanista, femminista ed ecologista di questi tempi di mettersi in piedi.

Il complesso di Penelope di coloro che vivono aspettando “che ci siano tutte le condizioni”, deve essere sconfitto. Le condizioni sono maturate e cominceranno a marcire se non agiamo ora.

28 gennaio 2021

Resumen Latinoamericano

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Manuel Cabieses Donoso, Chile. Izquierda que se duerme se la lleva la corriente” pubblicato il 28/01/2021 in Resumen Latinoamericano, su [https://www.resumenlatinoamericano.org/2021/01/29/chile-izquierda-que-se-duerme-se-la-lleva-la-corriente/] ultimo accesso 03-02-2021.

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