I portuali non hanno abbassato le braccia nonostante la forte repressione poliziesca, e ora per solidarietà si uniscono gli studenti


Valparaíso albeggia con strade e viali bloccati dalle barricate.

Il dirigente Pablo Klimpes portavoce dei lavoratori dice in un’intervista: “Chiediamo scusa agli abitanti per aver bloccato le strade, ma violento è non poter lavorare e violento è dire ai nostri figli che forse non ci sarà un natale”.

Attraverso un comunicato, i lavoratori precari spiegano le ragioni per andare avanti con lo sciopero iniziato il passato 16 novembre, e fanno un appello al Governo “ad agire in modo concreto”.

I portuali di Valparaíso hanno rifiutato l’offerta dell’impresa dopo essersi riuniti venerdì scorso, 14 dicembre, con l’Ultraport e domenica prossima le mobilitazioni compiranno un mese.

Attraverso un comunicato, i lavoratori precari spiegano le ragioni per andare avanti con lo sciopero e sostengono che “è preoccupante che, a 29 giorni di paralisi nel porto di Valparaíso, l’impresa non abbia ceduto su nessuno dei punti che sono stati stabiliti nella conversazione”.

Giudicano come insufficiente l’offerta effettuata dall’impresa legata alla famiglia Von Appen, e dichiarano che “è una mancanza di rispetto che ci abbia offerto $400 mila di prestito e $150 mila di giftcard e che ora tolga $50 mila al prestito e li aggiungano alla giftcard”. Aggiungono, inoltre, che c’è una visione viziata sulla violenza e dicono che “quando si esauriscono le vie di dialogo e le istituzioni non danno una risposta, nelle strade sorgono la protesta e l’azione diretta”.

Bisogna evidenziare che durante le proteste che ci sono state nel porto di Valparaíso, i lavoratori hanno minacciato di boicottare la tradizionale festa di nuovo anno del porto.

D’altra parte specificano che il movimento dei lavoratori precari ha profonde ragioni e affermano che la richiesta è molto concreta e che consiste di quanto segue, “che non siano prese rappresaglie lavorative verso i lavoratori che hanno partecipato a questo movimento sociale. A questa richiesta è stato risposto rapidamente dal concessionario del Terminal 2, TCVAL, con un buono di $1.000.000, la costituzione di un tavolo di lavoro e senza sanzioni. Ma la TPS, che a Valparaíso è 10 volte più grande della TCVAL, si rifiuta di proporre una offerta simile ai 450 lavoratori precari”. Affermano anche che il principale danno causato dall’estensione di questo conflitto “lo subiscono le nostre famiglie, tutti i lavoratori del porto, i lavoratori degli altri porti, le imprese legate al commercio estero del paese e la città di Valparaíso. Ma questo non è un argomento sufficiente per il gruppo Von Appen”. Terminano la loro dichiarazione facendo un appello al Governo ad agire in modo concreto e a “farsi carico della soluzione e all’impresa TPS a riconsiderare il suo modello di relazioni lavorative”.

Chile Okulto

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
El puerto es de choros: Portuarios “Con cara pálida” incluido no bajan los brazos a pesar de la fuerte represión policial, ahora se suman los estudiantes en solidaridad a sus demandas” pubblicato in Chile Okulto, su [https://www.chileokulto.cl/el-puerto-es-de-choros-portuarios-no-bajan-los-brazos-a-pesar-de-la-fuerte-represion-policial-ahora-se-suman-los-estudiantes-en-solidaridad-a-sus-demandas/] ultimo accesso 18-12-2018.

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