Continuano la violenza e gli sgomberi nell’Antioquia contro le comunità danneggiate dalla Hidroituango


Il Movimento Ríos Vivos ha dichiarato che, durante uno sgombero da parte della Polizia Nazionale a Sabanalarga, Antioquia, i danneggiati dal progetto idroelettrico Hidroituango sono stati attaccati con proiettili di gomma e gas lacrimogeni, nello stesso momento in cui venivano segnalati come “guerriglieri”. Hanno dichiarato che 6 persone sono state ferite e che le autorità non erano presenti.

Durante le ore del mattino del 12 aprile, le comunità danneggiate stavano effettuando una protesta pacifica sulla spiaggia di El Arenal. Una volta lì, sono state attaccate dagli agenti della Polizia Nazionale che “hanno tolto la sicura dei loro fucili”. Il Movimento di difesa del territorio ha dichiarato che “è deplorevole che in una azione di sgombero ci siano armi da fuoco e si minacci la popolazione vittima del conflitto armato e del progetto Hidroituango”.

Gli sgomberi delle comunità sono ricorrenti

In ripetute occasioni, Ríos Vivos ha denunciato le azioni di sgombero che sono state fatte “in modo violento” contro le comunità che si trovano nei territori colpiti dal progetto della centrale idroelettrica. Da quando il progetto ha incominciato ad andare avanti, a metà del 2009, più di 500 famiglie sono state sfollate e centinaia di ettari di bosco secco tropicale sono stati disboscati per poter realizzare la centrale idroelettrica da parte dell’impresa EPM.

In questa occasione, il Movimento ha affermato che “è stato chiesto al comandante dell’operazione un dialogo per conoscere l’ordine di sgombero, ma nessuno ha dato una risposta alla comunità”. Hanno affermato che “mentre viene mantenuto l’accerchiamento poliziesco e militare sulle comunità”, sono state registrate 6 persone ferite e sul luogo non è stata presente la Personeria (ufficio del Pubblico Ministero che vigila sulla promozione e protezione dei diritti umani, il rispetto dell’ambiente, ndt), la Procura o la Difensoria del Popolo.

L’aggressione è avvenuta a seguito delle inadempienze delle autorità

Ríos Vivos ha affermato che l’aggressione è avvenuta a seguito delle inadempienze degli accordi del tavolo di garanzia dell’Antioquia, si attendevano la visita della Procura, della Procuradoria e della Governatorato dell’Antioquia che non è mai giunto. Hanno affermato che era previsto un giro attraverso la gola del Fiume Cauca per mostrare i danni del territorio così come la situazione degli scomparsi.

Ulteriormente, le comunità stavano aspettando di avere “un colloquio ad alto livello con il governatore Luis Pérez e l’amministratore dell’EPM, che nel marzo del 2016 lo stesso governatore aveva proposto al Movimento Ríos Vivos”. Hanno messo in allerta sulla grave situazione in cui si trovano le comunità colpite e hanno sollecitato le autorità a “far cessare la repressione e a offrire garanzie alla protesta”.

Alla fine hanno ricordato che relativamente alle vittime del conflitto armato, che sono state presenti nelle mobilitazioni contro l’Hidroituango, “non vengono rispettati i loro diritti e nemmeno ci sono garanzie che non si ripetano”. Per questo hanno chiesto un intervento del Governo Nazionale affinché fermi gli sfollamenti e una nuova loro colpevolizzazione.

Foto: Movimiento Ríos Vivos

14 aprile 2018

Contagio Radio

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Continúa la violencia y los desalojos contra comunidades afectadas por Hidroituango en Antioquia” pubblicato il 14-04-2018 in Contagio Radiosu [http://www.contagioradio.com/continua-la-violencia-y-los-desalojos-contra-comunidades-afectadas-por-hidroituango-en-antioquia-articulo-52777/] ultimo accesso 16-04-2018.

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