Riappare il fantasma dei falsi positivi


Camilo Troches

Dopo che il ministro della Difesa e gli alti comandi militari hanno minacciato di lanciare una grande offensiva contro l’ELN se questo non avesse prorogato il cessate il fuoco, alcune delle nostre strutture hanno risposte con azioni offensive contro le infrastrutture petrolifere e la forza pubblica, una volta compiuta la data concordata per la fine del cessate il fuoco di 101 giorni.

Lo stesso presidente ha dato l’ordine alla forza pubblica di attaccare l’ELN chiedendo in breve tempo dei risultati. Con questa pressione hanno cominciato ad effettuare operazioni e hanno anche cercato dei “capri espiatori”. Anche se sono riusciti a causarci delle perdite, con il desiderio di dare dei risultati, nella maggioranza dei casi, hanno assassinato e catturato delle persone civili innocenti.

Il pacchetto di Aguazul

Il primo caso si è presentato lo scorso 11 gennaio nella frazione Volcán Blanco, giurisdizione del municipio di Aguazul, Casanare. Nella casa dei contadini Andrés Camilo Barrera Patiño e Diana Carolina Saganome Cárdenas -secondo la denuncia dei contadini-, il capitano Álvaro Arroyo della Sedicesima Brigata dell’Esercito gli ha chiesto di trasportare un pacchetto fino alla frazione di Charte, ma controllando il contenuto i contadini si sono accorti che si trattava di bandiere e volantini dell’ELN. Immediatamente hanno dato l’allarme alle organizzazioni dei Diritti Umani poiché potrebbe essere un tentativo di creare un falso positivo.

I due cacciatori dell’etnia Sikuane

Nel municipio di Tame, dipartimento dell’Arauca, nella notte tra il 19 e il 20 gennaio di quest’anno, l’Esercito ha assassinato i fratelli Luis e Miller Díaz López, indigeni della comunità dei Julieros appartenenti al popolo Betoy dell’Etnia Sikuane, che stavano cacciando nel territorio della loro riserva per portare il cibo alle proprie famiglie, e che successivamente sono stati presentati come guerriglieri dell’ELN.

L’educatrice di Tame

Quel medesimo mattino del 20 gennaio, è stata assassinata dall’Esercito Leidy Xiomara Peña, professoressa di un Centro di Educazione Intermedia del municipio, senza che per il momento l’Esercito abbia accettato responsabilità e portato sotto processo i responsabili.

A Puerto Valdivia hanno annunciato morti ed arresti, ma…

Comunicati ufficiali hanno registrato a Valdivia, Antioquia, presunti combattimenti con l’ELN, dichiarando che “quattro guerriglieri sono stati catturati durante l’operazione Espartano 7. Almeno sei dei guerriglieri dell’ELN sono morti e altri due sono risultati feriti in un’operazione della Settima Divisione dell’Esercito nella zona rurale del municipio”. Secondo quanto ha dichiarato il periodico El Colombiano, i fatti sono avvenuti nelle ore del mattino quando gli abitanti affermano che “Dall’altro lato del fiume Cauca c’erano solo civili e i soldati hanno incominciato a sparare in tutti i lati”. In quel momento c’erano circa 60 bambini nella scuola che è stata colpita dai proiettili dei militari, causando terrore.

L’altro fatto è avvenuto quando un locale pubblico dove si trovano dei guerriglieri dell’ELN è stato assaltato dall’Esercito, il quale ha portato via catturate varie persone che sono state presentate come guerriglieri. Ha detto RCN (televisione privata colombiana, ndt): “sono stati arresti anche altri quattro guerriglieri, tra cui alias “Paula”, compagna del capo dell’ELN”.

Quella che hanno presentato come comandante in realtà è la moglie del padrone del locale dove sono avvenuti i fatti, e gli altri sono moto-tassisti del luogo come è dimostrato dalle loro uniformi di lavoro, che si osservano nelle foto e nei video presentati dalla forza pubblica. Lo sposo della catturata ha detto a El Colombiano: “Lei non è quella Paula che dicono, e io suo marito, non sono il capo di quella guerriglia, per fortuna ora siamo liberi, nemmeno c’è stato bisogno di un’udienza, lei sta già con me”. Hanno anche informato della morte di alcuni ribelli senza che per il momento si conosca la loro identità. Da fonti sappiamo che, come gli arrestati, anche loro erano dei civili.

Mentre questo lo ha registrato El Colombiano che ha inviato dei giornalisti nella zona dei fatti, altri media dai propri uffici hanno solo replicato i rapporti delle forze militari travisando i fatti reali con titoli come: “Esercito aumenta l’offensiva contro l’ELN nel basso Cauca”, o “Esercito ed ELN sostengono cruenti combattimenti nel basso Cauca antioquegno” e “Civili sono rimasti in mezzo a dei combattimenti a Valdivia”. Questi sono solo alcuni dei casi che si sono presentati in questa settimana ma che quotidianamente avvengono nel paese. Fino a che alla fine hanno dovuto riconoscere che i “corpi dei guerriglieri non sono stati mai recuperati dalle autorità” … perché, mai ci sono stati tali combattimenti, né tali morti!

È diventato normale che la forza pubblica catturi degli abitanti civili innocenti, mostrandoli come insorti e dandogli i gradi di comandanti. Allo stesso tempo ci accusano di una serie di morti in varie regioni del paese, quando il popolo sa che sono lotte tra bande paramilitari di cui la forza pubblica è complice. “Notizie False” che costituiscono le loro munizioni nella guerra di propaganda che fa lo stato contro l’ELN.

29 gennaio 2018

ELN Voces – Ejército de Liberación Nacional

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Camilo TrochesReaparece el fantasma de los falsos positivos” pubblicato il 29-01-2018 ELN Voces – Ejército de Liberación Nacionalsu [http://www.eln-voces.com/index.php/voces-del-eln/militancia/1427-reaparece-el-fantasma-de-los-falsos-positivos] ultimo accesso 01-02-2018.

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