Morti facilmente prevedibili


Alfredo Molano Bravo

Erano facilmente prevedibili i sette morti e 20 feriti dello scorso 5 ottobre a Pueblo Negro, Alto Mira e Frontera, municipio di Tumaco, che il Consiglio Comunitario del Popolo Autonomo della regione e l’Associazione delle Giunte di Azione Comunale dei fiumi Nulpe e Mataje hanno denunciato come risultato del violento scontro tra forze dell’ordine e coltivatori di coca. Da mesi differenti organizzazioni sociali hanno reso noto al Governo, all’ONU e all’opinione pubblica la violenza che la forza pubblica esercita contro i contadini, i coloni, i neri e gli indigeni che protestano per gli inadempimenti, da parte el Governo, agli accordi di sradicamento volontario previsti dal Punto IV dell’Accordo dell’Avana. Lo scorso settembre il Coordinamento Nazionale dei Coltivatori di Coca, Papavero e Marijuana (Coccam) ha denunciato l’intensificazione di violente operazioni di sradicamento forzato da parte dell’Esercito e dell’ESMAD a El Retorno (Guaivare), Puerto Rico (Meta), San José del Fragua (Caquetá), Piamonte (Cauca) e Tibú (Norte de Santander). La Difensoria del Popolo ha lanciato allarmi rossi circa le minacce e gli omicidi perpetrati contro dirigenti e comunità coinvolte nell’applicazione dei programmi di sradicamento.

Il 21 settembre contadini della provincia di San Juan, a Corinto (Cauca), hanno protestato per gli inadempimenti del Governo quando sono stati aggrediti dall’Esercito Nazionale. Risultato: feriti tre contadini e morta la guardia contadina José Alberto Turiamo. A San Isidro de Morales (Cauca) si è presentato un fatto simile: quattro feriti, un morto. A Piamonte, Bota Caucana, la dirigente del Coccam, Maydany Salcedo, ha subito un attentato alla propria vita. A Tibú, dopo la firma di un accordo tra contadini e il Programma Nazionale di Sostituzione Integrale delle coltivazioni di uso illecito, le truppe dell’Esercito sono sbarcate per sradicare con la forza le piante di coca.

Non si tratta di un incidente, né di due o tre “interventi sfortunati”. Si tratta di una politica di repressione contro la protesta sociale per gli inadempimenti agli accordi di sradicamento volontario. La storia è semplice: il Governo ha firmato il patto ma non ha iniziato i programmi di sostituzione delle coltivazioni; la gente scende in strada, giunge la forza pubblica, si scontra con i contadini e in mezzo alla confusione e ai gridi “si spara e ci sono morti e feriti”. È stato ciò che è successo giovedì a Llorente, Nariño: dopo denuncie, richieste, rispettose intimazioni, sono giunte le truppe del Governo, hanno maltrattato il primo che ha gridato; la protesta si è generalizzata, qualcuno ha tirato una pietra. Le forze dell’ordine hanno attaccato… Allora, “l’Esercito e la Polizia si permettono di informare che la dissidenza delle FARC ha usato dei cilindri bomba contro la forza pubblica e hanno sparato indiscriminatamente”. I contadini hanno denunciato il contrario: sono stati loro le vittime; non c’è un militare ferito né da proiettili né da schegge, e domandano: Dove sono le buche dei cilindri bomba? L’indagine dei fatti per stabilire le responsabilità durerà anni, e nel migliore dei casi termineranno giudicati -non necessariamente condannati- un soldatino e un caporale.

Salta all’occhio che la brutale repressione si intensifica per le paure del Governo colombiano per l’annullamento della certificazione annunciato da Trump e orchestrato dal Centro Democratico e dalla Procura. È evidente che oggi i contadini stanno uscendo per difendere l’Accordo dell’Avana per quanto ha a che vedere con le coltivazioni illecite. In futuro, potranno anche chiedere l’adempimento di tutto il Punto I sulle terre.

Quei morti sono i primi colpi per fare a pezzi l’Accordo dell’Avana, come cerca il Centro Democratico, o per gettare nella fossa le FARC, come vuole Cambio Radicale.

7 ottobre 2017

El Espectador

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Alfredo Molano Bravo, Muertos cantados” pubblicato il 07-10-2017 in El Espectadorsu [https://www.elespectador.com/opinion/muertos-cantados-columna-716905] ultimo accesso 09-10-2017

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