Le FARC dicono che nel caso di Simón Trinidad il Governo le ha ingannate


Dialogando questo lunedì con il tavolo di lavoro di Radio Nacional, “Carlos Antonio Lozada”, portavoce delle FARC, ha parlato dei ritardi che affronta l’applicazione dell’amnistia per i guerriglieri, che è stata patteggiata nell’Accordo di Pace firmato con il Governo colombiano.

“Sfortunatamente questo processo non ha fatto progressi con sufficiente celerità come noi speravamo”, ha affermato Lozada.

Il portavoce delle FARC ha dichiarato che dopo l’approvazione della legge di amnistia nel Congresso della Repubblica, è stato emanato un decreto regolamentare per cercare di accelerare il processo, nonostante ciò, ha precisato “che da parte del ramo giudiziario si è argomentato che non ci sono funzionari sufficienti per soddisfare le varie domande”.

Per Lozada il numero di combattenti e miliziani che beneficeranno della legge di amnistia si approssima a 4 mila. Ma chiarisce che ne beneficerebbe anche la totalità dei prigionieri politici che sono stati vittime di montature giudiziarie e falsamente accusati di ribellione essendo oppositori politici e di partecipare alla protesta sociale. Secondo rapporti di organizzazioni dei Diritti Umani, la cifra di prigionieri politici in Colombia è vicina ai 10 mila.

“Qui questa attività della protesta sociale è stata criminalizzata e, pertanto, c’è anche un importante numero di colombiani che per aver bloccato una strada o aver partecipato a tumulti sono condannati per il delitto di ribellione e anche loro devono essere beneficiati”, ha detto il capo guerrigliero.

Allo stesso modo ha fatto riferimento al caso di “Simón Trinidad”, comandante delle FARC estradato nel 2004 negli Stati Uniti dove è stato condannato a 60 anni di prigione. Ha ricordato che durante il processo di pace hanno sollecitato la presenza di Trinidad come capo negoziatore, affermando che i delegati del Governo avevano dichiarato di stare trattando la sua liberazione, ma successive dichiarazioni del presidente Santos hanno negato di averlo fatto.

“Lui (il presidente Santos) e gli altri portavoce governativi al Tavolo ci hanno detto in ripetute occasioni che erano state già fatte le pratiche e la richiesta ufficiale al Governo degli Stati Uniti. Di modo che, per questo noi diciamo che su questo aspetto nei nostri confronti non hanno mantenuto. Ci hanno ingannato. E questa è la realtà nel caso di Simón”, ha affermato.

Alla fine Lozada ha chiuso il tema segnalando che con il Governo di Barack Obama si stava trattando il caso. Nonostante ciò, come il presidente Santos, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha negato che il caso fosse preso in considerazione.

“Quando abbiamo avuto l’opportunità di parlare con il Segretario di Stato nordamericano (John Kerry) all’Avana, ci è stato detto anche che era una situazione che poteva essere riesaminata una volta che fosse stato firmato l’Accordo. Per questo fino all’ultimo momento dell’amministrazione Obama siamo stati speranzosi che ci sarebbe stato il perdono presidenziale per Simón Trinidad”.

REMAP

14-03-2017

tratto da Rebelión

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Las FARC dicen que el Gobierno las engañó en el caso de Simón Trinidad” pubblicato il 14-03-2017 in Rebeliónsu [http://www.rebelion.org/noticia.php?id=224045&titular=las-farc-dicen-que-el-gobierno-las-enga%F1%F3-en-el-caso-de-sim%F3n-trinidad-] ultimo accesso 15-03-2017.

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