Non mi mischiate con i partiti, io sono del popolo: Nestora Salgado, libera


Sergio Ferrer

Una delle prime persone che Nestora Salgato ha ringraziato nella sua prima conferenza stampa recuperando la libertà è stato Sergio Ferrer, un giornalista di Tlapa, Guerrero: “che fin dal principio mi credette, quando nessuno stava con me, fu il primo a scrivere sul mio caso”.

È stato anche il primo, l’unico, al quale Nestora ha dato un’intervista sull’autobus che la portava dal Carcere Penale Femminile di Tepepan dove era reclusa verso la manifestazione pubblica che la aspettava nel Centro ProDh.

Emozionata per aver conquistato “una così desiderata libertà” ha riflettuto con Ferrer sull’organizzazione comunitaria, sul ruolo della donna, sulla lotta per la libertà dei prigionieri del CRAC e sul richiesta di verità e giustizia per i 43 normalisti di Ayotzinapa, scomparsi dal 26 settembre 2014.

A seguire riportiamo frammenti della prima intervista a Nestora Salgado libera, realizzata da Sergio Ferrer.

“Con questa libertà, abbiamo ottenuto che riconoscano la legge 701 dei popoli indigeni. Questa lotta di tutti voi, che è stata giorno dopo giorno instancabile, alla fine ha dato i suoi frutti e vorrei che dia i suoi frutti nell’organizzazione dei popoli, nelle polizie comunitarie. Ora noi ci sentiamo liberi e riconosciuti dalla legge 701, da lei protetti. Sono riuscita a dimostrare la mia innocenza, di cui ho parlato fin dal primo giorno. Mi hanno tenuta sequestrata per quasi 3 anni, per l’abuso di potere del governo e per la collusione della delinquenza organizzata nel governo, hanno ottenuto che stessi per tutto questo tempo incarcerata. Ma grazie alla mia decenza e a tutti voi, abbiamo dimostrato ai popoli, al Messico e a tutto il mondo quello di cui è capace di fare il governo con qualsiasi persona: incarcerarla, attribuirle delitti, dipingerle responsabilità che non abbiamo”.

Nestora ha fatto riferimento alla sua detenzione come ad una risposta al suo lavoro comunitario, si usa il sistema giudiziario per reprimere gli attivisti sociali?

“Con me diamo un esempio grande e chiaro: non ci sono dubbi sul mio caso, come il governo sia un repressore degli attivisti sociali. Per questo chiedo a tutto il popolo messicano, e al mondo, il loro appoggio per continuare la lotta, che incomincia oggi, per salvare i nostri prigionieri politici del CRAC e i 500 prigionieri politici che ci sono in Messico. Per la giustizia per i nostri compagni di Ayotzinapa, vogliamo che questo sia chiarito e che smettano di reprimerli.

Al popolo messicano, chiedere di stare attento a tutto quello che sta succedendo nel Guerrero, perché le notizie che passano su Televisa non sono nemmeno la quinta parte, è pura menzogna. Ve lo posso dimostrare con il mio caso, Televisa ha dato una mia immagine orribile, di una delinquente. E vi sto dimostrando che sono innocente. Lo ho dimostrato, sono innocente, e per questo vengo qui con tutti i compagni comunitari”.

Come donna e attivista, Nestora Salgado che pensa della violenza che c’è contro la donna?

“È una violenza terribile, spaventosa. Dobbiamo lottare per questo, le madri, le figlie, voi i figli, dobbiamo lottare per cambiare questa situazione in Messico. La donna deve essere nobilitata, la donna è madre, è il sostegno della casa, il pilastro forte. Ottenere il rispetto della donna in tutti gli ambiti”.

Per le organizzazioni sociali quale è il messaggio di Nestora Salgado libera?

“Alle organizzazioni sociali voglio dire e sottolineare che questa lotta è dal popolo e per il popolo. Abbiamo lottato per la sua dignità, per la polizia comunitaria, per la sicurezza di tutti noi. Voglio anche rendere chiaro che questo non è un evento politico, dei partiti. Non voglio che mi mischino con nessun partito. Io sono del popolo e lotterò per il popolo. Qualcuno di qualche partito si avvicinerà, ma non sono escludente. Non escludo nessuno che voglia darci aiuto, perché è necessario l’appoggio, da chiunque venga.

Chi ha l’intenzione di aiutare a chiarire il caso dei normalisti di Ayotzinapa, a tirar fuori tutti i prigionieri del CRAC e tutti i prigionieri politici, sia chi sia, accetto il loro appoggio. Colori e sapori che si uniscano, abbiamo una meta, siamo in questo cammino, c’è un obiettivo che dobbiamo raggiungere. Non voglio critiche, anche se so che avanzeranno. Io non sono una sostenitrice di un partito, non faccio parte della politica”.

Che passi farà in seguito Nestora Salgado?

Questa lotta inizia oggi, in cui lancio la campagna per la libertà dei prigionieri politici del CRAC, per il chiarimento di quanto successo ai compagni Normalisti di Ayotzinapa.

Alla fine, il messaggio è stato universale, “per il mondo intero”:

“Che ponga il proprio sguardo e la propria attenzione sul Messico, su Ayotzinapa, su Olinalá, perché siamo stati repressi, non sanno come sono stati repressi i normalisti, perfino la mia famiglia è stata sequestra in un paese di Olinalá con un ordine di arresto per cose che non hanno fatto.

I poliziotti comunitari di tutta la regione hanno ordini di arresto per delitti che non hanno commesso. Ma sì, stare attento a non credere a ciò che gli vende Televisa contro i compagni di Ayotzinapa, contro la Polizia Comunitaria, contro il popolo. Il popolo lotta solo per avere pace, per essere libero, per togliere il piede del governo da sopra di noi”.

18 marzo 2016 

Foto: JLG / Desinformémonos

Desinformémonos

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Sergio Ferrer, “No me mezclen con partidos, yo soy del pueblo: Nestora Salgado, libre” pubblicato il 18-03-2016 in Desinformémonossu [http://desinformemonos.org.mx/no-me-mezclen-con-partidos-yo-soy-del-pueblo-nestora-salgado-libre/] ultimo accesso 19-03-2016.

 

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