Il Governo “progressista” reprime il corteo nazionale per l’educazione


Giovedì, circa 100.000 persone hanno manifestato a causa della mancanza di risposte. “La lotta è contro lo stato oppressore, contro il capitalismo. Continueremo a resistere”.

Alle 10.00 della mattina hanno cominciato a giungere a Piazza Italia i primi manifestanti. La municipalità, nel tentativo di ridurre il previsto impatto del corteo, ha disposto per il percorso solo la carreggiata sud dell’Alameda, che si è concluso alle 13.30, sul palco montato nel parco Almagro.

Un momento importante è stato che la mobilitazione passasse di fronte al Palazzo del Governo, per ricordare alla presidente “progressista” che deve mostrare fatti, e non solo parole. Due anni fa, il governo di Piñera si oppose a che questo avvenisse, accerchiando il luogo e reprimendo durante le ultime manifestazioni. La Bachelet non si è tirata indietro, e anche lei ha mandato a reprimere.

“Dobbiamo essere protagonisti. Dobbiamo continuare a scendere in strada. Insieme, noi, tutti i cileni, tutte le comunità e il popolo mapuche, andiamo a rivendicare questo, andiamo a costruire l’educazione che vogliamo. L’unica cosa che rifiutiamo è di rimanere fermi”, ha comunicato una portavoce degli organizzatori.

Martedì, il ministro della giustizia José Antonio Gómez si era rifiutato di negoziare alcune soluzioni alle richieste presentate dai comuneri Mapuche, che avevano l’obiettivo di ottenere l’indulto umanitario per il peñi José Mariano Llanca Tori –che soffre di un cancro terminale–, il trasferimento di Luis Marileo, Leonardo Quijón e Cristian Levinao al centro di studi e lavoro, e la revisione delle cause di tutti i casi che coinvolgono i prigionieri mapuche. Anche Fredy Marileo, portavoce dei comuneri, è stato sul palco del corteo per fare un appello a collaborare con la causa.

“Il governo si sta negando a tutte le richieste del popolo mapuche e di tutti i movimenti sociali. La lotta è contro lo stato oppressore, contro il capitalismo. Continueremo a resistere e la nostra lotta sarà fino alle ultime conseguenze”, ha affermato Fredy.

Melissa Sepúlveda, presidente della Federazione degli Studenti dell’Università del Cile, ha ribadito l’importanza di scendere in strada e di costruire l’educazione insieme, oltre all’inefficacia che ha avuto il governo nella soluzione del problema. “I termini sono scaduti, la riforma educativa è chiesta con urgenza da 8 anni. I protagonisti sono il popolo del Cile, coloro che vogliono una nuova educazione, non la nuova maggioranza e il governo”, ha affermato.

Fino a quel momento l’azione seguiva il suo ordine. Le persone ballavano e la musica si ascoltava a varie quadre dal palco. Il comportamento si è mantenuto esemplare fino a che il corteo ha cominciato ad essere diluito e spezzettato dalle azioni dei Carabinieri.

Lo scontro continua

I carri lancia acqua hanno circondato il quadrante tra le strade Santa Isabel, San Ignacio e Lord Cochrane, obbligando i partecipanti a dirigersi verso l’Alameda. I manifestanti hanno opposto resistenza lanciando pietre ed effettuando barricate per fermare l’avanzata dei repressori.

All’angolo della Santa Isabel con la San Ignacio, i carabinieri, a colpi, non lasciavano passare i partecipanti che volevano andare verso il settore sud della città. Uno studente secondario di 16 anni è finito con il naso rotto dopo aver ricevuto un colpo da parte di un poliziotto quando cercava di fuggire dalla repressione.

Il fumo dei candelotti lacrimogeni ha contaminato tutto il luogo. Le grate installate dal municipio per condurre come bestiame il corteo sono terminate sulla strada, per essere utilizzate come barricate dai manifestanti.

Giungendo nuovamente all’Alameda, sempre inseguiti dalla brutalità della polizia, i manifestanti sono tornati a fare barricate per cercare di fermare l’avanzata del repressore. Rapidamente i carri dei carabinieri sono giunti per lanciare getti d’acqua ad alta pressione che travolgevano le grate come se fossero di carta. Alla fine i giovani hanno potuto scappare.

11/5/2014

Agenzie / La Haine

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
“El Gobierno “progresista” reprime la marcha nacional por la educación pubblicato il 11-05-2014 in La Haine, su [http://www.lahaine.org/index.php?p=77508] ultimo accesso 12-05-2014.

 

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