C’è una generalizzata ostilità nel campo colombiano


Mario Hernández / Renán Vega

Intervista allo storico ed economista colombiano Renán Vega Cantor: Questo sciopero è la continuazione del precedente perché gli accordi non sono stati mantenuti.

Mario Hernández (MH): Diamo inizio a “Metrópolis”. Da Bogotà abbiamo in linea il nostro compagno Renán Vega Cantor, vecchio amico con il quale nella seconda metà del 2012 abbiamo saputo condividere questo programma. Ieri in Colombia è cominciato un nuovo sciopero nazionale. Ci sono stati violenti scontri a Bogotà dove la polizia antisommossa ha cercato di disperdere una protesta studentesca in appoggio ai contadini. L’Esecutivo ha avvertito che non permetterà il blocco delle strade e se le manifestazioni diventano violente sospenderà il dialogo. Queste mobilitazioni avvengono a poche settimane delle elezioni presidenziali del prossimo 25 maggio nelle quali l’attuale presidente, Santos, aspira alla rielezione. Fatta questa presentazione, ascoltiamo la tua analisi.

Renán Vega Cantor (RVC): In primo luogo bisogna segnalare che questo sciopero agrario che sta cominciando, ancora non si è totalmente diffuso giacché per ora partecipa solo un settore, e che continuerà dal 1 maggio e nella seguente settimana quando gli altri settori si uniranno alla protesta, che è la continuazione dello sciopero agrario di metà dell’anno precedente, che fu molto violento e costoso per i contadini perché circa 11 morirono assassinati dalle forze della repressione dello stato e altri 80 furono incarcerati.

Questo sciopero è la continuazione del precedente per la semplice ragione che in quell’occasione gli accordi non sono stati rispettati dal governo di Santos, la qual cosa di solito è una caratteristica dei vari governi colombiani che fanno promesse per svuotare le proteste e dopo non ottemperano agli accordi che firmano. In quella occasione non è stato differente e dei sei punti dell’accordo raggiunto non ne è stato rispettato praticamente nessuno, ed è per questo che viene effettuato questo nuovo sciopero nell’ambito della congiuntura elettorale che potremmo dire abbia un doppio filo. Siccome Santos vuole la rielezione è probabile che offra quanto è divino e quanto umano per svuotare lo sciopero, ma è anche probabile che una volta rieletto torni a non rispettarlo.

È un momento molto complicato, e molto di più perché Santos è sceso nelle inchieste a favore di altri candidati, anche se nemmeno significativamente, cosa che fa pensare ad un secondo turno al quale il presidente non è per nulla interessato.

Perciò dal principio ha annunciato la mano dura contro il movimento e prima che iniziasse è stata dispiegata tutta la propaganda che di solito viene portata avanti in Colombia contro ogni protesta sociale per pacifica e giusta sia. Si è detto che è infiltrato da organizzazioni armate riferendosi agli insorti, che i contadini non hanno ragioni per protestare, che sono scioperi infiltrati da altri interessi in gioco e cose di questo genere.

Si annuncia uno scenario simile a quello dell’anno precedente con la differenza che siamo in un periodo elettorale, che lo fa più esplosivo.

I media hanno una posizione di parte e prevalentemente contro Gustavo Petro

MH: Volevo approfittare affinché mi chiarissi questa specie di “telenovela”, sicuramente non è corretta la mia valutazione, circa la situazione del sindaco di Bogotà, ora reintegrato dallo stesso Santos, che è tornato a metterlo in questione.

RVC: Credo che succede a gran parte della gente che vede questo tipo di informazioni e anche alla maggior parte dei colombiani per la semplice ragione che i mezzi di comunicazione non aiutano a comprendere assolutamente nulla poiché hanno una posizione di parte e per la maggior parte contro Petro.

Per collocare nel contesto gli ascoltatori, chi è Gustavo Petro? Un antico membro del M19, un movimento guerrigliero urbano che è esistito nei ‘70/’80, che volle imitare i Tupamaros ed ebbe una certo ascolto nelle città.

Questo movimento si smobilitò nel 1990, mediante un accordo di pace con il governo e parteciparono alle elezioni per la Costituente di quello stesso anno, diventando la prima forza con il 20% e si presentano come difensori della Costituzione del 1991.

Da allora Petro ha fatto parte del panorama politico colombiano con posizioni molto ambigue e contraddittorie. È diventato molto famoso perché come senatore durante il governo di Uribe denunciò con grande coraggio il paramilitarismo ma, allo stesso tempo, considera un gran successo la Costituzione del ’91, scontrandosi con il resto degli insorti, ha anche tenuto posizioni chiaramente anti-insurrezionali. Per queste ragioni si spiega lo scontro con il Procuratore Generale della Nazione che è colui che lo ha destituito.

Ordóñez che è un personaggio del tutto retrogrado, medievale

Quando fu designato il Procuratore, uno dei settori che ha appoggiato la sua elezione è stato quello dei senatori del Polo Democratico guidati da Gustavo Petro, che hanno appoggiato e giustificato un signore di cognome Ordóñez che è un personaggio retrogrado, medievale. Un dato. Nel 1978 Alejandro Ordóñez scrisse una tesi di Diritto e la dedicò alla Vergine Maria, ma non solo questo, bensì la ringraziava per aiutarlo a perseguitare i comunisti. Questa è la dedica della sua tesi di laurea.

Quando giunge alla Procura Generale della Nazione, dove sta per due periodi, inizia una persecuzione contro tutti quelli che pensano diversamente, che dissentono, che criticano in qualche misura quanto stabilito. Ed è arrivato il turno di Gustavo Petro.

Il medesimo personaggio che lui ha contribuito ad eleggere, ha preso la decisione di destituirlo. Quando questo si viene a sapere, più o meno un anno fa, Petro ha cominciato a muovere le sue tessere, soprattutto giuridiche, che all’inizio non gli hanno dato un risultato, ma ora apparentemente sì, anche se la questione è del tutto incerta perché è possibile che in pochi giorni torni ad essere destituito.

È in relazione, inoltre, con la congiuntura elettorale. Santos dapprima ha detto che avrebbe appoggiato le misure cautelari della CIDH ma quando sono uscite non le ha riconosciute e ha proceduto a destituirlo d’accordo con il Procuratore. Ora, un Giudice della Repubblica decide il contrario e Santos dice di appoggiarlo ma, allo stesso tempo, la Procura impugna la decisione del Giudice, in modo tale che questa trama e maneggio giuridico, che in fondo riflette interessi politici, si esprime nelle decisioni.

A mio modo di vedere la situazione di Petro è complicata perché si è concentrato esclusivamente sul terreno giuridico. Ha guadagnato popolarità tra la popolazione, ma invece di mobilitarla, di organizzarla e di pensare ad altre alternative, è rimasto sul piano istituzionale-giuridico e questo ha logorato gran parte della gente che a dicembre e gennaio lo aveva molto appoggiato. Questa è la situazione e durante il mese in cui Santos ha nominato un sindaco, questi è stato praticamente incaricato di bloccare le misure di Petro su temi strategici del suo programma di governo, che se continua come sindaco sicuramente non potrà realizzare.

Negli ultimi 25 anni i contadini sono uno dei settori più colpiti dalle politiche neoliberiste

MH: Hai portato un poco di chiarezza su un tema che personalmente non mi entusiasmava. Riguardo allo sciopero agrario lo tratteremo come facemmo l’anno precedente seguendo lo sviluppo degli avvenimenti e se ci sta facciamo una nuova comunicazione. Sì, ti impegno per dopo le elezioni nazionali.

RVC: Certamente. La situazione delle potenzialità dello sciopero è imprevedibile, dipende dalle offerte di Santos nel momento in cui ha bisogno di un panorama di tranquillità nel paese, che non disturbi la sua rielezione. Per questo una delle possibilità è che ci sia uno sciopero breve, che si sistemi rapidamente, come si dice qui nell’argot politico che “offra della marmellata”, o che ricorra a misure repressive che radicalizzino la protesta.

Nella classe contadina colombiana c’è una generalizzata ostilità. Questo lo abbiamo potuto apprezzare nell’Assemblea Agraria Popolare che è stata effettuata alcune settimane fa, dove è stato proposto un documento unico in 8 punti e dove settori che mai avevano partecipato insieme ad una assemblea di questo tipo, hanno deciso di votare lo sciopero unitario, anche se una cosa è votarlo ed un’altra realizzarlo.

È ciò che stiamo sperando che sia effettivamente fatto, che sia uno sciopero che rivendichi i contadini che negli ultimi 25 anni sono uno dei settori più colpiti da tutte le politiche neoliberiste.

5/5/2014

La Haine

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Mario Hernández / Renán Vega, “Hay una inconformidad generalizada en el campo colombianopubblicato il 05-05-2014 in La Haine, su [http://www.lahaine.org/index.php?p=77372] ultimo accesso 08-05-2014.

 

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