Il governo che non reprime … lo dissimula abbastanza bene


Gustavo Robles

Il governo che “difende quanto è nazionale” ha strutturato l’economia rendendola ancor più straniera che nei ’90, paga un debito che non dobbiamo al Sistema Finanziario Internazionale e alle multinazionali che ci saccheggiano, consegna il nostro patrimonio al potere economico dello straniero e, fondamentalmente, dipende dal fatto che la Cina e il Brasile non chiudono le frontiere ai nostri prodotti,  e che gli USA e il FMI hanno compassione e tornano a prestarci valuta, che significa più indebitamento e dipendenza.

Il governo che difende “quanto è popolare” ha generato, dopo 11 anni di amministrazione dello stato, una società nella quale il 10% più ricco si prende il 30% della ricchezza creata da tutti, mentre il 10% più povero accede solo all’ 1,4% della medesima (dato dell’Indec, EPH, 3° Trimestre del 2013). Un milione e mezzo di giovani tra i 18 ed i 24 anni deve ricevere sussidi statali perché non studia né lavora, il 43% degli adolescenti non termina la secondaria e le scuole pubbliche per i settori emarginati servono più come mense che come centri di apprendimento, che si traduce in un imbarbarimento presente e in un futuro più nero. Nel paese la povertà distrugge milioni di esseri umani per quanto i governativi lo neghino, e alcuni (centinaia di migliaia) soffrono la fame, così come ha detto il capo della CGT governativa, Antonio Caló, che gli ha valso una sgridata pubblica della presidente. L’inflazione che prima “non esisteva” e ora è riconosciuta per le pressioni del FMI (e dalla stessa realtà), la svalutazione del peso rispetto al dollaro, e l’aggiustamento sostenuto dal governo hanno fatto cadere, una volta di più, il peso della crisi sulle maggioranze popolari.

Il governo che difende “i lavoratori” impone una imposta sul salario, pone un tetto alle commissioni paritarie (commissioni integrate in numero uguale da rappresentati di lavoratori e imprenditori, ndt), mantiene il 90% dei salariati al di sotto del costo di un Paniere Familiare, paga una miseria al 70% dei pensionati, condanna il 40% dei lavoratori a lavorare in nero, mette in atto una Legge di ART (legge sui rischi del lavoro, ndt) più reazionaria di quella dei ’90, e mantiene un regime di lavoro che precarizza la vita della maggioranza. Riconosce come rappresentanti sindacali la peggiore piaga traditrice e arrendevole, il cui maggior simbolo è il “grasso” Gerardo Martínez, servo della Dittatura Genocida.

Il governo “dei DDUU”, per proteggere i beneficiari di questo paese ingiusto, diseguale e precarizzato che ha creato, è ricorso alla criminalizzazione della protesta, ha processato più di 6500 compagni, ha incarcerato alcuni di loro, ha calpestato i diritti dei popoli originari, ha consegnato l’ambiente alle compagnie che contaminano e ha sottomesso chi lo difende, ha utilizzato strumenti subdoli e miserabili come il Progetto X e la Legge Antiterrorismo.

Dicono che non sia un governo “repressivo”. Ma ha represso e continua a reprimere, e già conta su più di 20 omicidi a causa di ciò, più una innumerevole quantità di compagni feriti. Ha un “carapintada” come segretario per la “sicurezza” (i carapintada, “facce dipinte”, erano i militari che tra il 1987 ed il 1990 si sollevarono contro i governi costituzionali, ndt), fatto che dimostra la sua essenza reazionaria.

Come ha dimostrato oggi (27-2-2014), nella Panamericana e a Liniers, dove non ha dubitato a far uso di bastoni e di proiettili di gomma, e ad Avellaneda, mettendo in funzione uno sproporzionato apparato di amamestramento per tutti coloro a cui venisse in mente di protestare, anche se fosse per la ingiusta condanna all’ergastolo che la “Giustizia” del governo e dei monopoli ha imposto ad alcuni umili lavoratori del petrolio della nostra Patagonia, a quali venne in mente di marciare contro l’imposta kirchnerista sul salario. E sui quali, come conseguenza, hanno scatenato una causa del tutto nulla per l’assassinio di un repressore che stava reprimendo…

Oggi, vari compagni sono stati arrestati nella Giornata per l’Assoluzione dei lavoratori del petrolio di Las Heras, mettendo pietra su pietra dell’ingiustizia. Tre di loro sono ancora privati della libertà: Luis Giordano, membro della commissione interna dei lavoratori di Alicorp (ex Jabón Federal) e Antonio Barreda, lavoratore dell’Ospedale Posadas. Il terzo, Luis Schurer, delegato dei lavoratori dell’Ospedale Posadas (ATE), è ricoverato nel medesimo centro sanitario, per la bastonatura che gli ha propiziato la polizia “che non reprime”: ha tre dita fratturate e corre il rischio di perdere un occhio.

Per tutto quanto esposto, non può sorprendere che il segretario Berni, una bestia fascista, golpista “carapintada”, accusi i manifestanti di essere dei “delinquenti e degli inetti”. Tutta una traiettoria kirchnerista.

Né “nazionale”, né “popolare”, né “dei lavoratori” né, molto meno, “dei diritti umani”: il kirchnerismo è un sudiciume assoldato, piccolo borghese al servizio delle multinazionali e repressore con qualche sfumaturina fascistoide.

L’unica cosa che sì, sa far bene, è ingannare le masse affinché vedano tutto al contrario di ciò che è realmente, questo bisogna riconoscerglielo. Oltre, certamente, di consegnare tutte le nostre ricchezze agli stranieri e di riempire le tasche agli principali attori dell’Imperialismo come mai nessuno ha fatto.

28-02-2014

Rebelión

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Gustavo Robles, “El gobierno que no reprime… lo disimula bastante bien pubblicato il 18-03-2014 in Rebelión, su [http://www.rebelion.org/noticia.php?id=181432&titular=el-gobierno-que-no-reprime…-lo-disimula-bastante-bien-] ultimo accesso 25-03-2014.

 

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