Dirigenti cocaleri arrestati da un governo del presidente cocalero


Alex Contreras Baspineiro

L’organizzazione dei produttori di coca in Bolivia è considerata come un movimento sociale e politico capace di abbattere governi neoliberisti, ma anche di porne altri sul trono, come nel caso del Presidente Evo Morales Ayma.

Nonostante ciò, negli ultimi giorni, tre dirigenti cocaleri della Federazione Unica delle Centrali Unite (FUCU) con sede a Shinahota, situata a 190 chilometri da Cochabamba, sono stati arrestati, accusati tra i vari capi d’imputazione di attentare al Capo di Stato.

Gli imputati Hervert Valencia, Elmer Lizarazu e Adrián Trujillo, devono affrontare anche le accuse di istigazione pubblica a delinquere, organizzazione criminale e associazione a delinquere; i produttori di coca affermano che si tratta di un “processo politico”.

“Deplorevolmente questo è un caso rigorosamente politico, di abuso e cattiva interpretazione da parte del nostro governo, perché l’unica cosa che noi produttori di coca abbiamo fatto è far rispettare la voce del sovrano, della maggioranza di noi popolo che vogliamo democrazia e un approfondimento del processo di cambiamento, non vogliamo più corruzione e cattiva gestione. Questo sembra già una dittatura”, ha affermato il dirigente cocalero Rolando Vargas.

Che è successo?

In tutto il territorio nazionale, il prossimo 29 marzo avverranno le elezioni locali, come dire, per eleggere governatori, membri delle assemblee, sindaci e consiglieri.

In vari paesi sono state effettuate assemblee allargate e consultazioni per eleggere le proprie future autorità. Nel caso di Shinahota, il Movimento al Socialismo (MAS) ha convocato una riunione con la partecipazione di più di 3 mila persone: la maggioranza della popolazione ha eletto come candidata la dirigente Lidia Poma, un altro settore ha richiesto la ratificazione del sindaco Rimer Agreda, ma la maggioranza ha detto no alla continuità.

Alcuni settori conservatori e lo stesso Evo Morales Ayma che è, inoltre, presidente delle Federazioni del Tropico di Cochabamba, non hanno riconosciuto la decisione della riunione e hanno cercato di imporre il candidato governativo che ha vari incarichi di responsabilità, secondo un rapporto della Corte dei Conti dello Stato.

Ricorrendo al facile espediente della destra di intromettersi in alcune organizzazioni cocalere, coloro che sono attorno al presidente non hanno ascoltato la voce del sovrano, lasciando da parte il suo discorso di governare ascoltando il popolo.

Questo atteggiamento antidemocratico è stato contestato dalle mobilitazioni cocalere che hanno chiesto allo stesso Presidente dello Stato Plurinazionale, il rispetto delle decisioni dell’assemblea; questo è “il delitto” che hanno commesso i tre dirigenti, oggi arrestati.

Le autorità di governo dicono che si tratta di un processo penale; i produttori di coca rispondono affermando che è un giudizio politico. Chiedendo la liberazione dei propri dirigenti, i produttori di coca hanno effettuato un blocco delle strade e un corteo di più di 50 chilometri che potrebbe sfociare in altre misure di pressione.

Che fare?

L’esempio della popolazione di Shinahota, si è ripetuto in varie regioni del territorio nazionale: i settori sociali hanno eletto i propri pre-candidati, ma coloro che sono intorno al presidente non li hanno riconosciuti imponendo altri candidati che, nella maggioranza dei casi, non hanno mai fatto parte del processo di cambiamento e piuttosto hanno lavorato per i partiti e i governi neoliberisti.

Negli ultimi giorni, importanti dirigenti che rappresentano i settori contadini, indigeni, originari e dei produttori di coca che hanno subito il carcere, che hanno lottato e resistito, hanno preso la decisione di allontanarsi dal partito che governa. Lo scontro nel MAS è quello delle “basi” contro gli “invitati”.

“Noi che facciamo parte del vero processo di cambiamento non possiamo permettere che questo governo non ascolti il popolo e molto meno che diventi di destra. L’unica cosa che dovrebbero fare le nostre autorità è rispettare le decisioni delle assemblee, questa è la vera democrazia”, ha affermato il dirigente Rolando Vargas.

Nel Tarija, Cochabamba, Sucre, Beni, Pando e negli altri municipi e governatorati del paese, i candidati governativi sono stati imposti e non è stata rispettata la decisione dei movimenti sociali.

Frutto delle divisioni all’interno del MAS, si prevede che varie regioni del paese saranno recuperate da settori dell’opposizione o da dissidenti del partito che governa che si presenteranno alle elezioni locali con altri raggruppamenti politici.

Nel frattempo il governo senza ascoltare la protesta dei settori popolari, continua con il suo discorso che i candidati governativi sono stati eletti attraverso decisioni dei settori sociali.

“Giustamente le nostre candidature, che sono sempre state elette in consultazioni con i settori sociali, in tutti i dipartimenti, in tutti i luoghi, porteranno avanti questo progetto della costruzione del potere popolare comunitario, come un modo di dare il potere al popolo”, ha dichiarato il viceministro per il Coordinamento con i Movimenti Sociali, Alfredo Rada.

Al di là del discorso governativo, la realtà di quello che avviene nel cuore del continente latinoamericano, è totalmente differente: non si governa più obbedendo al popolo …

03-01-2015

Rebelión

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Alex Contreras Baspineiro, “Dirigentes cocaleros detenidos en gobierno de presidente cocalero” pubblicato il 03-01-2015 in lavaca, su [http://www.rebelion.org/noticia.php?id=193885&titular=dirigentes-cocaleros-detenidos-en-gobierno-de-presidente-cocalero-] ultimo accesso 13-01-2015.

 

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