La “pacificazione” delle favelas e il Mondiale


Forze di polizia collegate al governo dello stato di Rio de Janeiro ancora una volta hanno fatto una occupazione militare nella capitale della provincia, questa volta le favelas Rocinha, Vidigal e Chácara do Chapéu. La giustificazione per l’azione è l’attivazione di un’altra Unità di Polizia di Pacificazione (UPP)

La Rocinha ha 70 mila abitanti ed è considerata la favela più grande dell’America Latina. L’occupazione ha avuto inizio il 13 novembre e proseguirà fino al consolidamento dell’UPP. Nella città  sarà la numero 19. La prima esperienza avvenne nella favela Santa Marta, il 20 novembre 2008. Le UPP sono un progetto della Segreteria per la Sicurezza Pubblica della provincia di Rio de Janeiro, sviluppate durante il governo di Sergio Cabral, ed hanno come obiettivo, in teoria, di espellere le bande di narcotrafficanti dalle favelas e istituire sistemi di sicurezza comunitari.

Secondo dati dell’Intendenza di Rio de Janeiro, nella città ci sono 605 favelas, 29 delle quali già controllate dalle UPP. La maggioranza delle unità sono nelle villas della zona sud della città, dove ci sono anche alcuni dei quartieri più ricchi. La Rocinha è un buon esempio, situata in mezzo a quartieri lussuosi, come São Conrado e Leblon.

Al contrario di altre grandi città, nelle quali la popolazione povera è allontanata e costretta a vivere nelle zone periferiche, a Rio, la popolazione povera occupa i colli che sono posti in tutta la città, sebbene occupi anche aree confinanti. Così, ricchi e poveri vivono geograficamente vicini. Le favelas fanno parte del paesaggio urbano carioca e il contrasto con i quartieri di lusso è considerato uno dei simboli della disuguaglianza sociale che riguarda il paese.

Combatte il narcotraffico?

In Brasile i principali mezzi di comunicazione, come in altre precedenti operazioni, hanno considerato l’operazione militare alla Rocinha un “successo”, esaltando la polizia e il consenso da parte degli stessi abitanti della favela. Tomás Ramos, consigliere parlamentare del deputato statale Marcelo Freixo (attuale presidente della commissione per i diritti umani alla camera dei deputati) afferma che di fatto molti abitanti valutano positivamente le UPP, ma allo stesso tempo continuano a criticare gli abusi della polizia. “Ciò che approvano è la fine delle frequenti sparatorie tra le bande narco e le polizie, ma non approvano necessariamente il modello di gestione, da parte della polizia, del territorio su cui vivono”.

Secondo il consigliere, la popolazione percepisce un miglioramento, che è reale. “Il narcotraffico con un forte potere bellico deve essere combattuto ed è importante il recupero della sovranità dello stato su questi territori”. Nonostante ciò, quelle portano altri problemi. Uno è il controllo poliziesco della vita comunitaria. Pensa che “nei modelli reali di sicurezza comunitaria, il controllo si ottiene con la partecipazione popolare. Con le UPP, l’obiettivo è di neutralizzare un territorio considerato a rischio, nel quale la polizia funziona come l’autorità e tutela la vita della gente delle favelas. Questo è molto problematico”.

Per Ramos, quelle non sono una politica di lotta al traffico o di diminuzione della criminalità, ma di controllo di favelas che sono in aree considerate strategiche economicamente. Afferma: “Chi ha deciso dove sarebbero state poste in funzione le UPP è stato un gruppo di economisti”. Lo stesso governatore, Sergio Cabral, accetta che le UPP non risolvano il problema del traffico. “[L’obiettivo] non è far finire il traffico, questo nessuno lo ha potuto fare fino ad oggi. Il traffico non è stato eliminato a Parigi, né a New York, nemmeno a Stoccolma, che hanno molte più risorse di noi. L’obiettivo è arrivare a livelli civilizzati di criminalità”, ha dichiarato Cabral, poco prima dell’installazione della prima UPP, ad una rivista di grande circolazione in Brasile.

Progetto di città

Nonostante ciò, siccome le unità di pacificazione si concentrano in zone ricche e turistiche della città, la criminalità tende a diminuire solo in queste regioni, creando bolle di sicurezza. A questo è legata la realizzazione del Mondiale nel 2014 e dei Giochi Olimpici nel 2016. Per esempio, anche le favelas situate intorno al Maracanã, stadio che sarà il futuro scenario della finale del Mondiale del 2014, sono state “pacificate”. Per molti la realizzazione di questi eventi è stato il catalizzatore per mettere in funzione il progetto delle UPP. “I grandi eventi sono stati decisivi per la creazione delle UPP – risolvere o ridurre il problema della criminalità violenta è un impegno che appare nel programma brasiliano per poter essere la sede di questi eventi”, afferma Luiz Antônio Machado, sociologo e professore dell’Università Statale di Rio de Janeiro (Uerj).

“Le UPP non sono un progetto di sicurezza pubblica, ma un progetto di città. L’obiettivo è quello di fare una gestione militare della povertà urbana”, riassume Tomás Ramos, che si basano nella “criminalizzazione della povertà” e nella”militarizzazione dell’ordine pubblico”. Secondo questa logica, continua Ramos, “il povero o è visto come criminale o come vittima”.

Nel frattempo, in queste comunità poco si discute e si avanza nell’elaborazione di programmi sociali, una delle proposte e delle richieste di coloro che valutano criticamente le UPP. Machado osserva che “la polizia, con il pretesto di avvicinarsi agli abitanti ha fatto attività di promozione sociale, come scuole sportive e feste per i 15 anni; ci sono pochi progetti sociali, con obiettivi imprecisi e risultati deboli. La cosa peggiore è che lì l’allargamento della cittadinanza è sempre giustificato non come un diritto, ma come una forma per evitare che i giovani entrino nel crimine”.

Anche la necessità di riforme all’interno dell’apparato della polizia è un tema poco dibattuto. Tomás Ramos racconta che i poliziotti che fanno parte delle UPP nemmeno ricevono una qualche formazione specifica per esercitare il loro compito di “poliziotto comunitario”. Per lui è necessario democratizzare l’apparato della polizia e investire nella loro formazione, oltre che esigere una politica di aumento dei salari e garantire il controllo sociale da parte della forza pubblica.

La polizia della provincia di Rio de Janeiro è considerata la più violenta del Brasile. Secondo dati ufficiali emessi dalla segreteria per la Sicurezza di ciascuna provincia, riguardo ai primi sei mesi del 2011, la polizia di Rio ha ucciso tre volte di più di quella di San Paolo, anche lei considerata abbastanza violenta. Dati ufficiali del governo della provincia, dell’anno 2010, affermano che la polizia ha assassinato – ufficialmente – 885 persone nella provincia, la metà delle quali nella capitale.

22-11-2011

Marcha

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca da
“La “pacificación” de las favelas y el Mundial” traducido para Marcha por S., pubblicato il 22-11-2011 su [http://www.marcha.org.ar/index.php/latinoamericayelmundo/105-brasil/302-mundial-y-olimpiadas-aceleran-pacificacion-de-favelas], ultimo accesso 24-11-2011.

 

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